Contaminazione che non può avvenire soltanto nella teoria, ma che deve rispecchiarsi nella prassi artistica. Maurizio Landini rispecchia tal

Intervista a Maurizio Landini

Molti, molti anni fa, lessi l'Educazione della persona di Maritain. Uno delle tesi del filosofo neotomista che mi colpì particolarmente fu quella relativa alla differenza tra individuo, l'entità sottoposta alle leggi naturali e a quelle dello Stato, e la persona, che le trascende.

 

Per Maritain l’Uomo è persona, in quanto valore in se stesso, che si evolve nella Storia attraverso le leggi dell’amore. Una visione umanistica che supera l’approccio di Cartesio, caratterizzato dal dualismo anima corpo per recuperare l’unità inscindibile della persona umana.

 

Ciò si esprime nell'etica, nell'educazione, nell'arte. Homo sum, humani nihil a me alienum puto, questa frase di Terenzio può sintetizzare tutto l'Umanesimo proposto da Maritain.

Frase che può essere considerata il motto fondante di Quaz Art, portale basato su un approccio olistico all'Arte ed alla Cultura.

 

Noi crediamo nella bellezza della Contaminazione. Linguaggi e Stili devono superare gli steccati in cui troppo spesso la società moderna cerca di imprigionarli, per fondersi in un'armonia superiore che ci avvicini sempre più alla Libertà ed alla Bellezza, al di là delle loro espressioni contingenti.

 

Contaminazione che non può avvenire soltanto nella teoria, ma che deve rispecchiarsi nella prassi artistica.

Maurizio Landini rispecchia tale ambizione: lui è scrittore, compositore di musica elettronica, poeta. Testimonianza di quello che è l'umanesimo integrale ciò che pone al centro l’uomo come creatura, ossia l’uomo in ogni sua espressione.

 

Ciao Maurizio, chi sei, come ti descriveresti ad un estraneo?

Uno che dice della sua vita attraverso filtri dai colori particolari. Con le parole e con la musica.

 

Che cos'è la musica per te?

La musica per me è visione.

 

Cosa ti ha reso uno scrittore?

La musica. Penso di aver scritto anche prima dei tredici anni, prima di cioè di cominciare a scrivere poesie dopo aver ascoltato un disco di Jean Michel Jarre (Rendez-Vous).

 

La Scrittura, la Poesia, l’Arte, possono ancora comunicare qualcosa, avere l’ambizione di mutare l’Uomo o il Mondo, oppure debbono ammettere la loro sconfitta, riducendosi a trascrizione di soliloqui, dialoghi dell’Io con se stesso?

l'Arte rifugge l'intimo nella misura in cui è in grado di estendere la sua luce (o la sua ombra) a livello cosmico.

 

Cos'è il connettivismo? Che ti ha spinto ad avvicinarti a questa avanguardia?

Mi piace definire il connettivismo come una sensibilità, un occhio attento sull'accelerazionismo tecnologico. Mi sono avvicinato al movimento grazie a un incontro casuale con un autore che amo: Sandro Battisti.

 

La realtà tecnocratica in cui viviamo, con la manipolazione dei media, ci ha tolto la libertà di giudicare autonomamente se una cosa sia bella oppure no, se una cosa ci possa suscitare delle emozioni o meno, se ci possa commuovere o far riflettere? Oppure riusciamo ad avere ancora la libertà di comprendere e giudicare il Bello ed il Buono?

la medicina migliore per sviluppare un occhio distante da facili derive è leggere e studiare molto i pilastri del pensiero e della letteratura.

 

Come definiresti la Bellezza? Quale è il suo ruolo nella vita umana?

Non esiste una qualche "singolarità" nella definizione della Bellezza. Uscendo dalla qualità della cosa si giunge a chi osserva la cosa stessa. Io direi che la bellezza è "idea multiforme illuminata e illuminante di esistenza".

 

La letteratura Italiana nell'ultimo secolo ha sempre avuto la puzza sotto al naso dinanzi alla cultura popolare, proponendo sempre modelli aulici ed astratti. Tu che hai scritto Il Corpo della fame ispirandoti ad un gioco, come giudichi questo atteggiamento? La contaminazione con nuovi linguaggi salverà lo scrittore italico dall'afasia?

io penso che molta della letteratura odierna sia cemento depotenziato. Mancano i pilastri. Sono gli uffici marketing che decidono ciò che è letteratura. E subiamo una sorta di “specismo autorale”: stiamo perdendo l'idea di condivisione della letteratura. Da lettori e da scrittori, non viviamo.

 

La Fantascienza non è descrizione del futuro, ma rappresentazione degli incubi del Presente. Nel tuo romanzo e nei tuoi racconti che incubi contemporanei narri?

ciò che è stato incubo per me per molti anni: la solitudine, usando l'espediente della drammaticità della guerra, comune in tutti i miei racconti.

 

Descrivere la guerra è mostrare il lato oscuro dell'Individuo oppure mostrare come negli abissi più sanguinari esista, tenace, un barlume di umanità?

Fare reportage di guerra è cercare di evitare un approccio spettacolare, virtuale del conflitto, come purtroppo fa in molte occasioni la televisione.

 

Noam Chomsky in un'intervista, pubblicata nel '75 da Laterza, su Linguaggio e Ideologia, diceva che il limite stesso delle persone è di appartenere al genere umano. Il Mech, la fusione dell'Uomo con la Macchina, è metafora del superamento di questi limiti? La civiltà digitale ed il Transumanesimo come ridefiniranno ciò che chiamiamo umano?

Viviamo già in una realtà protesica, estensione delle nostre possibilità. L'uomo stesso si definisce nella sua capacità di estensione dell'agire.

 

Come Internet, il mondo dei blog e di facebook ha influenzato la tua scrittura, sia come stile, sia come sguardo sul mondo?

La mia scrittura nasce nel 1986 quando il computer non era diffuso e non si aveva la minima idea di cosa fosse una rete di computer. Io stesso usavo la macchina da scrivere. La musica sì, ha influenzato molto la mia scrittura, anche negli anni successivi.

 

L'Uomo contemporaneo è condannato alla solitudine ed all'incomunicabilità?

Un filosofo diceva che "chi comunica troppo comunica poco". Senz'altro questo "horror pleni" nell'informazione ci rende più soli.

 

Cos'è Permanenze Lontane? Perchè questo titolo?

"Permanenze Lontane" è la mia prima silloge. La permanenza è il soffermarsi del poeta sulla realtà che lo circonda. Una visione necessariamente "viziata" da filtri del tutto personali. Il concetto di "lontananza" è un prendere le dovute distanze dal proprio passato e nello stesso tempo essere distanti da una visione "comune" delle cose. Il poeta vede ciò che gli altri non vedono e non vede ciò che gli altri vedono.

 

Adorno, in una sua celebre riflessione, afferma che dopo Auschwitz non sia più possibile scrivere poesia e che l'unica risposta la male è il silenzio, non la bellezza. Ma la Poesia, quando nasce dalla sofferenza più profonda, non è la più alta forma di ribellione a ciò che ci stappa l'Umanità? Che ne pensi?

penso che la poesia sia dirompente, se si possiede ancora la "forza" per scriverla.

 

Montale, in Non chiedermi la Parola, afferma l'impossibilità del Poeta di fornire rivelazioni su se stesso e sulla Vita. Può soltanto insegnare a dubitare. Tu che ne pensi?

la poesia è sospensione e dubbio. Il poeta non ha certezza se non quella di un "tentativo di conoscenza" attraverso il verso.

 

L'ultima poesia e' la morte. Che ne pensi di questa frase?

la morte è parte della vita. Chi è stato così vicino da toccarla sa che ridurla in versi è lacerante.

 

La Poesia salverà l'Uomo?

Carmelo Bene una volta disse: "la mancanza di poesia è l'infelicità, tutto il resto è una cretinata".

 

Quali sono i tuoi gusti personali nell'ambito dell'Arte Contemporanea? Concettuale o Neofigurativo? Che ne pensi dell'Arte Digitale italiana?

non ho una conoscenza approfondita dell'arte contemporanea. Mi piacciono alcune opere di Plessi che trovo in sintonia con certa immobilità concettuale della mia poesia.

 

Cos'è il Progetto Versigrafìe? Il tentativo di creare un ponte tra le diverse arti? Una scoperta delle analogie e le convergenze tra i diversi processi artistici? La civiltà digitale potrà colmare il gap tra i diversi modi di raccontare il mondo?

più semplicemente un ponte tra meraviglia dell'infanzia e consapevolezza della maturità in una chiave di condivisione artistico-letteraria. Versi e grafìe.

30/08/2011

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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