I film raccontano storie, con le loro incertezze e ambiguità. Le interpretazioni vivono nello sguardo di chi li vede

Con Smith, Wesson e me

Qualche giorno fa, la parrocchia che frequento ha organizzato una proiezione del film di Clint Eastwood, Gran Torino, introdotta da una conferenza in cui si evidenziava come l’opera rappresentasse la testimonianza della conversione dell’attore regista.

Conversione esistenziale, con l’avvicinamento alla religione cattolica, e politica: Clint non è l’espressione dell’identità americana più tradizionale, associata al Partito Repubblicano, ma adotta i valori di accoglienza e di integrazione tipici del Partito Democratico.

Incuriosito, ho deciso di chiacchierare con Brando Altorni, studioso di cinema e cultura americana

 

Brando, Gran Torino è un film cattolico e di sinistra?

Ti premetto una cosa… I film raccontano storie, con le loro incertezze e ambiguità. Le interpretazioni vivono nello sguardo di chi li vede. Il regista, lo sceneggiatore, l’attore creano una scatola che lo spettatore riempie con le sue idee e aspettative.

 

Il significato è relativo quindi?

Il significato è ciò che è nella mente del regista e non è detto che coincida con l’interpretazione. Non è una cosa negativa anzi. Più un film genera interpretazioni, veicola nuovi messaggi, più è vivo, più assume un valore universale.

 

Cioè, più è relativizzabile, più è universale. Non è contraddittorio come concetto?

Dipende dal valore che noi diamo alla parola universale. Se lo facciamo coincidere con portatore di una verità univoca, allora hai ragione.

Ma io ne do un altro senso: capace di far ragionare e scuotere le coscienze, al di la del Tempo e dello Spazio.

 

Quindi l’interpretazione cattolica può essere valida..

Per chi vi proietta quel tipo di storia e di cultura, sicuramente… Io lo leggerei in una chiave differente.

 

Quale?

Sovrapposizione di due esperienze: quella di ascendenza vetero testamentaria di Sergio Leone e quelle che Harold Bloom ha definito Religione Americana

 

Mi è difficile collegare in una stessa frase Sergio Leone e Antico Testamento…

Leone ricrea, forse inconsapevolmente, stilemi arcaici e biblici: l’idea del deserto come spazio di libertà assoluta, contrapposto ai vincoli ipocriti del villaggio e della città. Inoltre il deserto è lo strumento che ridefinisce l’Uomo, liberandolo di tutto ciò che non è essenziale.

Da questa terra desolata sorgono i Profeti, coloro che con la Parola e con i Gesti, a volte violenti, proclamano la verità e riaffermano la Giustizia.

Elia utilizza il fuoco divino contro i profeti di Baal, lo Straniero senza nome le pistole…. E questa eredità rende Gran Torino, sotto tanti punti di vista anche un western contemporaneo e brutale

 

Mentre Harold Bloom

Ti cito una frase del suo libro

Noi pensiamo di essere cristiani, però non lo siamo…È vero che negli Stati Uniti vi sono milioni di cristiani, ma è anche vero che la maggior parte degli americani che si ritengono cristiani in realtà sono qualcos’altro…

Gli americani, nella media, credono in una strana versione dell’antico gnosticismo, a cui attribuiscono nomi ed etichette differenti.

Gnosticismo caratterizzato dall’identificazione della Frontiera con Israele, la Terra Promessa, dall’idea che l’Uomo si rapporti direttamente con Dio, senza la mediazione delle istituzioni terrene e che ciò lo renda giudice inappellabile di ciò che è Bene e di ciò che è Male.

E che soprattutto ritiene che il Sacrificio su cui è basata la Redenzione non nasce dall’Amore, ma dall’odio per se stessi che porta non al Perdono, ma all’annullamento dell’Io

 

Tutti temi presenti in Gran Torino, ma dal punto di vista politico?

Il problema di noi italiani, nel valutare gli Usa è che proiettiamo le nostre categorie politiche su una realtà profondamente differente.

 

Le posizioni di parecchi democratici del sud sono più a destra di molti repubblicani, anche moderati, e in Italia sarebbero considerate neofasciste…

Gran Torino è anche il manifesto di un certo tipo di conservatorismo rurale e compassionevole che considera il postmoderno, con la sua cultura e la sua struttura economica, come sorgente di ogni male. Conservatorismo che si oppone alle tendenze isolazioniste e che ritiene come l’America debba essere casa comune in cui gli immigrati ricostruiscono la propria identità, accentandone i valori.

Hai notato come nel film Clint si addolcisce, quando scopre che gli immigrati asiatici sono stati alleati degli USA nel ‘Nam?

01/03/2012

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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