Considero le azioni dell’Uomo un caos informe, dietro cui è difficile che esista un progetto razionale immanente

Lo Spirito del Tempo

Esiste uno Spirito del Tempo, quella cosa che i tedeschi, capaci di coniugare sintesi e solennità, hanno definito Zeitgeist?

Di primo acchito, data la mia antipatia per Hegel e discepoli, sarei tentato di rispondere di no, accompagnando il tutto con una sonora e solenne pernacchia. Considero le azioni dell’Uomo un caos informe, dietro cui è difficile che esista un progetto razionale immanente.

 

Poi mi siedo a riflettere, bevendo una buona birra che aiuta lo scorrere dei pensieri. L’Uomo è capace di accettare questo caos privo di significato? Oppure, spaventato dal Nulla, si costruisce delle difese, la Cultura, la Politica, la Religione?

 

E’ lo Spirito del Tempo non può essere l’insieme di queste corazze e illusioni, senza cui non si può andare avanti, corazze che mutano con il cambiare del contesto?

 

Non in una relazione semplice e lineare, tra struttura e sovrastruttura, come si illudeva il buon vecchio Marx, ma in spirale di azioni e retroazioni, in cui la dimensione astratta e intellettuale dell’Uomo modifica quella concreta e viceversa. Un fluire senza scopo trascendente, inarrestabile, che costituisce la base della Storia.

 

Negli ultimi anni, la cultura post moderna ha tentato di nasconderlo a se stessa, negando la validità sostanziale del mutamento e diluendo il Tempo in un eterno Presente.

Tentativo eroico, ma come di Gilgamesh di ottenere l’immortalità, destinato al fallimento. Perché in ogni tempo e luogo, nelle aree marginali, trascurate dalla cultura ufficiale che celebra se stessa e la sua persistenza, nascono e si sviluppano linguaggi eversivi.

Questi, superata una soglia critica, cominciano a diluirsi, introducendo forme e concetti nei media, sino a che, opportunamente diluiti e smussati, diventato parte del senso comune e componenti dello Spirito del Tempo.

 

Faccio un esempio concreto di tale processo citando artisti che conosco e stimo. Uno degli interstizi della cultura da cui nascono nuovi linguaggi e sensibilità è costituito dalle performance e dalla body art. Questo perché, ma è una mia ipotesi, in una società di eterni adolescenti che si vogliono credere immortali, ricordano la nostra fragilità, l’essere soggetti al dolore e alla fatica.

 

Inoltre in un mondo sempre più orientato al virtuale, ricordano la concretezza della carne e del sangue. Kyrahm e Julius Kaiser, ad esempio, con Extreme Gender Art, i festival Mutazioni Profane, Female Extreme Body Art e le loro performance - Human Installations hanno elaborato un linguaggio di rottura.

 

La seconda fase del processo di definizione della Zeitgeist è avvenuta tramite Francesca Fini, che ha frequentato lo stesso ambiente culturale dei performers e con cui ha inizialmente lavorato, documentando la loro ricerca.

Francesca ha realizzato in tempi successivi il festival Ten, l'iniziativa Alone In the Dark, la performance Machina in cui, con le differenze legate al media e alla propria identità, ha rievocato e ricreato atmosfere, collaborazioni e intuizioni simili a quelle di Kyram e Julius Kaiser , esempio della propagazione di visioni e di idee.

 

Concretamente il passaggio alla video art ha reso più accettabile alla nostra società il linguaggio di rottura delle performance. Ciò è avvenuto grazie alla diluizione del messaggio nell’irrealtà, rendendo il corpo pixel e limitando la catarsi con uno schermo artificiale tra artista e fruitore.

 

Per fare un paragone storico, è un processo storico analogo a quello che ha reso accettabile la prospettiva o le novità caravaggesche al pubblico colto di quelle epoche: un processo di normalizzazione, dato che ne elimina le istanze più di rottura delle performance, e di ampliamento, poiché lo contamina con suggestioni provenienti dalla televisione o dal cyberpunk.

 

Si sta ora realizzando il passaggio successivo. I concetti edulcorati cominciano a entrare nel linguaggio della pittura e della digital art. Tra qualche anno, anche qui in Italia le troveremo nella pubblicità e nel cinema, completamente digerite e integrate nella cultura popolare.

 

Contemporaneamente, come reazione a tale visione comune, dalle aree di frontiera nasceranno nuove provocazioni ed il ciclo continuerà, come Ouroboros che eternamente morde la sua coda.

02/03/2012

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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