A maggio partirà il nuovo tour. Proprio in queste settimane stiamo lavorando sul nuovo spettacolo e sulle date che a breve saranno disponib

Intervista a Osvaldo Supino

Allora Osvaldo, cosa si prova dopo tanta gavetta, ad arrivare alla pubblicazione di un primo mini album?

E' una grandissima emozione. Lo sognavo fin da piccolo ed esserci riuscito, tra l'altro senza l'apporto di una label dietro, è stato sicuramente molto emozionante; nonostante avessi pubblicato già 6 singoli mi sentivo un po' in difetto con la parola "discografia". Ora finalmente sento che mi appartiene, meritatamente.

 

Come dici, in realtà, tu eri presente sul mercato digitale già da diversi anni, con singoli, tutti di matrice elettrodance, la maggior parte prodotti da te. Quando ti sei reso conto che la musica era la tua strada?

Canto da quando ero molto piccolo; la musica è sempre stata parte di me. Seguirla è stato normale per me, inevitabile. Il genere è cresciuto con me, con l'ascolto di tanta musica e con la consapevolezza di ciò che realmente volevo dalla mia musica.

 

Singolo dopo singolo, tra un passaparola e l'altro, ti sei guadagnato, tra gli addetti ai lavori, l'appellativo di webstar più famosa in Italia; ripiegare sul web è stata più una mossa intelligente pensando al futuro o il modo di saltare una certa burocrazia e reticenza delle etichette discografiche?

E' stata una vera e propria casualità. Ho lavorato con Dado Parisini ed Alfredo Cerruti per tre anni ma, nonostante avessimo scritto un sacco di materiale, con altri autori validissimi, per qualche ragione le cose non sono andate. Così, quando è scaduto il contratto, ho provato a fare tutto da me, ma senza prevedere assolutamente nulla. Il caos del web è arrivato davvero da sè. Certo oggi fa piacere vedere un buon riscontro da parte del pubblico, specialmente pensando a tutti quelli che in questi anni continuavano a dirmi che che il mio genere era "difficile", che aveva dei costi di realizzazione troppo alti, o che io ero "troppo italiano" per potermi permettere di realizzare un progetto simile.

 

Quale è stato il tuo primo singolo ad entrare in classifica su Itunes e cosa hai provato?

"Get Sexy", due estati fa. E' stato indescrivibile, non avrei mai pensato di potercela fare, e invece i miei fans, che sono i migliori in assoluto, mi hanno regalato una delle soddisfazioni più grandi che potessi mai ricevere. A loro devo tutto.


Sei diventato anche un' icona per tutto il mondo omosex, grazie ai messaggi mai troppo velati anche dei tuoi video, in cui non disdegni di sedurre avvenenti ragazzi. La cosa ti rende più contento o ti spaventa per via delle aspettative che può creare?

Prima mi facevo molti problemi dietro ogni singolo concept di video, perfino durante le interviste; avevo paura di dire troppo, osare troppo o, al contrario, di non accontentare nessuno con le mie risposte. Oggi ho trovato un certo equilibrio. C'è da dire che il pubblico gay è sicuramente il più difficile da soddisfare e probabilmente la maggior parte delle critiche che ricevo è proprio da blog di filone gay, da cui, però, ricevo anche tanto affetto e ammirazione. Di sicuro non sono qui per rappresentare una comunità o esserne il leader. Cerco di rappresentare e seguire me stesso. Alla fine il giudizio che deve contare per me è quello che do io a me stesso.

 

Facendo dance, ti è venuto abbastanza spontaneo proporti in inglese. Non ritieni che siano maturi i tempi perchè anche l'Italia abbia un suo movimento dance, cantato, per l'appunto, in lingua madre?

Non è semplice. In questi anni ho valutato tante idee in Italiano, ma non ho mai trovato qualcosa che mi convincesse a pieno. Non ho comunque abbandonato l'idea.

 

Alcuni fans sono rimasti male perchè nel disco, mancano i pezzi della prima ora, non usciti mai su album. Una scelta mirata questa?

Si. Non volevo pubblicare una sorta di raccolta, ma un lavoro tutto nuovo. "Here I Am" ha un concept ben preciso. Sono 5 pezzi totalmente diversi l'uno dall'altro per genere. Volevo raccontarmi in varie sfaccettature che precedentemente non avevo avuto modo di approfondire. E' stato molto interessante ed eccitante lavorarci.

 

Tra l'altro questo disco, già salito fino al n°3 di Itunes, non è ancora uscito in forma fisica. Come mai?

Non ho un'etichetta che mi gestisce a livello fisico, ma mi piacerebbe moltissimo vederlo nei negozi."Etichette che aspettate"?


Chi sono i tuoi miti musicali e con chi vorresti collaborare?

Ho amato Whitney Houston, Michael Jackson, ed ho iniziato cantando Baglioni e Renato Zero. Adoro sicuramente Britney, Pink, Madonna, Gaga, e soprattutto Robyn; lei è un genio. Tra gli italiani mi piacciono molto i Sonhora. Li trovo davvero pieni di talento e mi piacerebbe un sacco duettare con loro.


I tuoi concerti sono sempre pieni di coreografie, in cui tu stesso ti confondi tra i ballerini, cantando rigorosamente live, non come spesso fanno star famose che per ballare adottano il playback. Ma come fai? Ti alleni sui fiati?

Sicuramente il fiato e la resistenza fa tanto, ma anche studiare i movimenti giusti, nei momenti giusti. E' un lavoro molto duro, ma che mi entusiasma sempre tantissimo. Ho un grande rispetto per lo stage, è una dimensione che richiede il massimo della disciplina e della concentrazione.


Lasciamoci ricordando ai nostri lettori, magari adesso ancor più curiosi, dove sarà possibile vederti live?

A maggio partirà il nuovo tour. Proprio in queste settimane stiamo lavorando sul nuovo spettacolo e sulle date che a breve saranno disponibili sul mio sito ufficiale www.osvaldosupino.com
Non vedo l'ora!

 

Se dovessi utilizzare dei colori, per descrivere il tuo mondo artistico, a quali faresti riferimento?

Probabilmente azzurro e fucsia.

 

Oltre che la musica, segui l'arte in altre sue espressioni? Hai dei riferimenti nel mondo dell'arte contemporanea?

Mi piace moltissimo la fotografia. Rappresenta per me una grandissima fonte d'ispirazione. Adoro i libri fotografici e i lavori di David LaChapelle. Sogno di farmi fotografare un giorno da lui. Adoro la sua visione così estrema e colorata delle cose.

 

Che importanza ha il look nel tuo progetto?

E' sicuramente molto importante, un'ulteriore fonte di espressione per me e che va assolutamente di pari passo con la musica. Ho molto rispetto per lo stage, e penso che fare una ricerca anche nel look e prestare attenzione a ogni aspetto della performance è anche un modo di contraccambiare la fiducia della gente che viene a vederti, o che clicca i tuoi video.

 

In mezzo a tutti questi impegni professionali, quanto spazio riesci a concedere all'Osvaldo persona?

Ho imparato a ritagliarmi appena posso gli spazi di cui ho necessariamente bisogno: una cena con la persona che amo, o una serata con amici a guardare un film. Credo sia fondamentale. MI piace la confusione, la folla, la corsa, i mille impegni che vedo sempre come una grande fortuna, ma amo anche la calma e ho imparato in questi anni ad avere più rispetto per me stesso e per i miei spazi. Ho capito che se non tieni nulla per te, e fai vedere tutto quanto alla fine resti senza più niente da dire.

 

Oggi, dire di fare l'artista equivale nel ben pensare collettivo a dire :"perdo il tempo" . Per te come è stato chiarire, ad esempio in famiglia, che questa era per te, la tua missione di vita?

La mia famiglia ha vissuto con me passo dopo passo, ogni scelta presa. Erano loro che mi accompagnavano ai primi concorsi ed è con loro che oggi mi confronto quando ho un dubbi perciò questo tipo di crescita e di vita è stata vissuta insieme.
Ogni scelta presa l'ho fatta da me ma sicuramente con il senso di responsabilità e rispetto verso le cose che loro mi hanno trasmesso.

 

Quale è stata ad oggi la critica che ti ha fatto più piacere e quale quella che ti ha ferito di più?

In linea di massima non leggo più cosa scrivono di me, o almeno cerco di non farmi assorbire da queste cose. In questi anni davvero ne ho lette troppe, ed ho capito che, dato che a certe cose non si diventa mai totalmente immuni, è meglio lasciar stare. Mi da sicuramente fastidio quando dicono che sono raccomandato o che faccio queste cose perchè mio padre è pieno di soldi, quando in realtà non è proprio così.

 

Chi mi conosce sa quanto ho sudato per ogni piccola soddisfazione ottenuta e quanto duro lavoro e sacrifici ci sono dietro ad ogni cosa che faccio. Ma allo stesso tempo mi diverte, vuol dire che i miei lavori nonostante vengano criticati sono effettivamente fatti bene.

25/03/2012

Creativina

creativina@hotmail.it

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