Android impiega meno tempo per lanciare le sue release. L’ultima, la Ice Cream Sandwitch ha la GUI completamente riprogettata, con prestazio

Video Sponsorizzato - L’elogio della leggerezza

Ice Cream Sandwich (Android 4.0) per il Samsung Galaxy Note

La mia scrivania è forse l’elogio del caos creativo. Vi sono riviste di storia e informatica, fogli pieni d’appunti e due pupazzi: il primo è un troll, ricordo di un avventuroso quanto fantozziano viaggio in Islanda, dove, tra l’altro, ebbi l’onore di conoscere il più grande e forse unico cantante country locale.


Il secondo è un robottino, verde e tozzo, simbolo di Android, rimediato  al salone dei cellulari a Barcellona. Un memento sul fatto che nella vita a volte la sostanza può vincere sulla forma. Se il famigerato IOS, il sistema operativo degli Iphone e degli Ipad, è una mutazione o meglio una castrazione del vecchio BSD Unix, gratuito, a cui sono state tolte delle funzionalità e aggiunta un’interfaccia grafica tanto carina quanto poco efficiente in termini di gestione delle risorse computazionali, Android è basato su Kernel Linux, su cui sono installati il  database SQLite, la libreria dedicata SGL per la grafica bidimensionale e supporta lo standard OpenGL ES 2.0 per la grafica tridimensionale e la Dalvik virtual machine, una macchina virtuale adattata per l'uso su dispositivi mobili.


Per fare un paragone automobilistico, è come se l’Apple avesse preso il motore di una vecchia F1, lo avesse modificato per diminuirne potenza e giri e lo avesse blindato, in modo che nessun meccanico possa metterci mano, per poi metterlo nel cofano di una macchina da rally. Può farla correre, ma le sue prestazioni saranno sempre minori di uno costruito appositamente per quel tipo di gare, ossia Android, e guai se si rompe. Un normale meccanico non può metterci le mano.


Questo vantaggio iniziale di Android, essere progettato e ottimizzato per i dispositivi mobili, è stato amplificato dalle scelte aziendali di Apple.
Steve Jobs e seguaci hanno sempre considerato l’utente dei pc e poi dei cellulari e dei tablet, meno intelligente di un babbuino lobotomizzato. I test case delle sue applicazioni, ossia le funzionalità da erogare, sono stati sempre semplici e atomizzate, non complessi e strutturati come quelli di Windows o Unix.


Se questo ha portato ad un’immediatezza di apprendimento da parte dell’utilizzatore finale e una riduzione dei tempi e dei costi di sviluppo, ciò è andato a scapito della flessibilità della piattaforma.  Esempio concreto: tra qualche settimana in Italia sarà lanciato, almeno per l’ambito dati, lo standard LTE, quello relativo alla quarta generazione dei cellulare, che prenderà il posto dell’UMTS.


Ebbene, perché nei test case dell’Apple, nessuno ha considerato la possibilità che in Europa si usassero bande di frequenza differenti da quelle degli USA: di conseguenza, l’Iphone e l’Ipad, a differenza del Samsung o di altri terminali Android, non potranno fornire tale servizio ai propri utilizzatori.


L’altro limite dell’IOS, sempre legato alle paturnie dell’azienda di Cupertino,  è l’approccio chiuso al codice e all’ecosistema degli sviluppatori di applicazioni: se da una parte garantisce alcuni vantaggi, maggior sicurezza nel software, evitando la diffusione di malware, ha il grosso limite di rallentare l’evoluzione e l’ottimizzazione del prodotto.
Cosa che Android, grazie all’approccio open source e top dawn riesce invece a compire con efficienza ed efficacia.
In termini concreti, Android impiega meno tempo per lanciare le sue release. L’ultima, la Ice Cream Sandwitch ha la GUI completamente riprogettata, con prestazioni migliorate, pulsanti virtuali al posto di quelli hardware (per i dispositivi che ne sono privi), cartelle più facili da creare, launcher personalizzabile, nuovo font di sistema (Roboto). 
Inoltre sono state aggiornate tutte le app di sistema per sfruttare le nuove API e aggiunta la possibilità di scattare screenshots integrata nell'OS.


Infine è stato risolto il problema della frammentazione. Steve Jobs di solito affermava giustamente che Android era frammentato, diviso in tante versioni e una gran quantità di smartphone differenti. Android Ice Cream Sandwich è una risposta al problema, perché ci sarà lo stesso sistema operativo sia negli smartphone che nei tablet.


Tutto molto bello e interessante: ma in termini concreti, però cosa cambia per l’utente finale, come quello, fortunato, del Samsung Galaxy Note?
Un’interfaccia più friendly e prestazioni migliori. Gli utenti Galaxy potranno ottimizzare le applicazioni grazie all'esclusiva S Pen. Inoltre vi saranno diverse funzionalità aggiuntive.
Beam, il sistema rapido per trasferire archivi da un cellulare all’altro in modalità wireless. Basta che i due dispositivi si tocchino per stabilire la comunicazione e inviare musica, video e documenti.
Face Unlock, un sistema per sbloccare il cellulare tramite riconoscimento facciale, per riconoscere il volto del proprietario.
People, un’applicazione social che aggiunge alle informazioni base dei contatti anche aggiornamenti di stato e altri dati dai social network.
Infine funzioni fotografiche migliorate, con ottima possibilità di fare foto panoramiche, aggiungere effetti speciali e ritoccare le foto.


E soprattutto, la certezza che il futuro è dalla propria morta

 

 


Sponsorizzato da samsung

21/04/2012

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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