Intervista ad Andrea Vannini

Neil Gaiman, nel suo fumetto Sandman, ha dedicato un paio di storie al concetto di città. In una parla dei loro sogni e dei loro incubi e della paura che queste prima o poi si risveglino, liberandosi di quegli strani parassiti chiamati Uomini.

 

In Ramadan il califfo Hārūn al-Rashīd, dinanzi alla bellezza della sua Bagdad aveva l'animo travagliato, consapevole della transitorietà delle cose umane. Prima o poi tutte le meraviglie su cui governava sarebbero un giorno sfiorite e dimenticate. Per evitare ciò al-Rashid invoca il signore dei Sogni, Morfeo e gli propone di portare la città nel regno dei sogni in modo che si conservi eternamente perfetta. Sogno accetta tale offerta, prende con sé la meravigliosa città e al suo posto resta una versione grigia e triste della stessa che ancora oggi rimane.

 

Andrea Vannini con le sua ricerca di Mistificazione Urbana, realizza nell’Arte le intuizione di Gaiman.
Ritrova, nelle sue città immaginarie, la vera essenza della città, che il quotidiano nasconde dietro al banale e la rende eterna, ponendola al di là del divenire.

 

Ciao Andrea, chi sei? Come ti descriveresti ad un estraneo?

Ciao!…. Sono semplicemente una persona che da sobrio a volte ha delle “visioni” passeggiando e che di solito non parla con gli estranei :)

 

Dal punto di vista artistico, quale è stato il tuo percorso formativo? Perché la fotografia?

Se di percorso formativo si può parlare le mie origini risalgono a metà anni 90 attraverso i software di grafica 3D. La fotografia in questo momento della mia vita, considerando il messaggio del mio progetto artistico è il mezzo che mi permette in maniera più immediata di avvicinarmi a quello che la mia mente vede.

 

Come ti sei avvicinato al mondo dell’Arte Digitale?

In punta dei piedi, con il massimo rispetto per l’arte e per ogni forma di comunicazione creativa.

 

Perché crei? Che ti spinge a dar forma ai tuoi pensieri ed emozioni?

Perché mi tiene in Vita. È una specie di spirito di sopravvivenza dell’anima credo alla fine. Quindi o continuo oppure torno in modalità stand-by :)

 

La pittura e gli altri linguaggi tradizionali sono morti oppure possono ancora comunicare qualcosa sull’Uomo?

Morto è chi non ha più l’esigenza di creare e comunicare il proprio pensiero, attraverso qualsiasi mezzo compreso quella meravigliosa forma d’arte che si chiama pittura.

 

Secondo la tua esperienza, Fotografia e Arte Digitale in Italia come sono considerate ? Sorelle minori dei linguaggi tradizionali ? Oppure si sta sviluppando nei galleristi, nei critici e nei curatori una nuova sensibilità?

Nel mio piccolo visto che Mistificazione Urbana è nata quasi per gioco appena due anni fa usando la fotocamera di un cellulare da pochi euro mi ritengo molto fortunato comunque, dato che le mie opere sono passate attraverso l’occhio critico di figure professionali di rilievo del mondo dell’arte in Italia e all’estero, la sensibilità quindi non penso manchi, conta molto il progetto, usando il linguaggio che ognuno ritiene più opportuno.

 

Cos’è l’Arte? Una ribellione a ciò che ci rende meno umani? Un sezionare i propri abissi? Lo svelare ciò che vogliamo nascondere a noi stessi ? E pura decorazione o può ancora comunicare qualcosa sull’Uomo e sul Mondo?

Io vedo l’arte come il collage elettronico della mia interiorità e dentro ad esso ci sono anche tutti gli elementi a cui fa riferimento questa domanda insieme a molti altri che ancora io stesso devo scoprire. Tutto ciò che all’esterno viene visto come decorazione è solo la ciliegina sulla torta, e se c’è, tanto meglio.

 

Cos’è per te la Bellezza? Che ruolo ha nel mondo e nella vita dell’Uomo?

Nel contesto del mio progetto artistico la bellezza è l’attimo in cui vedo che un particolare urbano del mio quotidiano diventa il link all’interno di un ipertesto visuale che come risultato finale avrà generato forse un’opera reale, ha un ruolo fondamentale quindi.

 

Ti definiresti un artista concettuale, nel senso più ampio del termini, ossia colui che utilizza immagini per rendere concrete idee filosofiche o un esploratore della solitudine umana?

Già definirmi artista mi rende carico di una responsabilità che forse non sono in grado di assumermi, lascio le definizioni di questo tipo a figure professionali come la vostra ad esempio, io continuo solo a raccontarmi, attraverso anche quella solitudine che prima temevo mentre invece adesso attraverso l’arte è parte imprescindibile di quello che creo.

 

Quanto nelle tue opere dipende dallo scatto iniziale e quanto dalla post elaborazione?

Sono complementari l’uno dell’altra alla fine, la tecnica e i mezzi a disposizione che ho forse sono limitati ma cerco sempre che comunque passi in maniera più fedele possibile il fotogramma che ho visualizzato in mente.

 

L’Artista, secondo te, è più mago o sciamano?

L'asserita capacità dello sciamano di "viaggiare" credo leghi di più alla figura dell'artista piuttosto della magia fine a se stessa....

 

Qual è la differenza tra un fotografo che ritocca le sue foto e un artista digitale? Il fotografo è un testimone, mentre l’artista digitale è un creatore di mondi?

Bingo. :)

 

E’ più complicato realizzare un rendering o scattare una buona fotografia?

Dipende sempre da quello che si vuole ottenere… La tecnologia adesso è talmente user friendly che non ti lascia quasi neanche più spazio per farsela una domanda del genere, purtroppo aggiungo.

 

Cos’è l’Urbanistica per te? Tentativo di rendere razionale lo Spazio, oppure la proiezione degli incubi e delle paure dell’Uomo sul Mondo?

Per Mistificazione Urbana è la tela su cui iniziare a dipingere….e come in ogni dipinto che si rispetti ci si trova dentro quello che l’artista ha voluto trasmettere.

 

Perché Mistificazioni Urbane? L’inganno ottico è la strada per sfuggire all’omologazione imposta dalle nostre periferie?

Non è la strada, ma più umilmente è la mia strada, l’unica che al momento posso applicare anche per questo scopo.

 

Perché rappresenti la Città e non l’Uomo? Sono l’Una specchio dell’Altro?

Credo di sì, le città e i particolari anonimi che fanno parte di esse sono specchi molto funzionali dell’animo umano.

 

La tua sensibilità nel rappresentare lo spazio urbano è più vicina al Canaletto o al Piranesi?

Spiacente… ditemelo voi se potete, vi ascolterò con rispetto assoluto. Ho studiato informatica :)

 

Quanto dell’esperienza quattrocentesca della meditazione sulla Città Ideale vive nelle tue rappresentazioni? Oppure ti senti figlio del caos vitalista di Boccioni e Balla?

Mi sento e sono un figlio di quest’era. Tutto ciò che ne viene fuori e può essere considerato arte non avviene pensando a riferimenti del passato più o meno recente, non è compito mio.

 

Che legame c’è tra il tuo lavoro e la street art? Riappropriandosi dello spazio urbano, rendendolo partecipe di una nuova bellezza, l’individuo si ribella al sistema?

Massimo rispetto per la street artoutdoor”. Mistificazione Urbana è comunque una forma d’arte che è street nell’anima, anche se con mezzi e finalità diverse. L’individuo creando queste forme di comunicazione si sente vivo, e forse per un attimo rende più vive anche chi fruisce visivamente di questo operato.

 

Hai letto Le Città Invisibili di Calvino? Ti senti simile a Marco Polo che narra le città sognate e potenziale a Kubla Khan?

Mi sento simile a chi ama viaggiare con la mente e pone un’attenzione particolare su dettagli che altri non avrebbero neppure considerato, ma che a lui appaiono fondamentali.

 

In Italia possono nascere ancora avanguardie artistiche?

Per rispondere a questa domanda mi permetto di incollare un estratto di un discorso in merito a questo argomento di A.Einstein : "Non
 possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le
stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le
nazioni, perchè la crisi porta progressi. La creatività nasce 
dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi
che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie."

 

Per te, cos’è l’inquietudine? E l’incomunicabilità?

Sono fondamentalmente gabbie mentali, forme più o meno volontarie di censura di cui dobbiamo cercare fortemente di limitarne la propagazione.

 

Il sonno della ragione genera mostri o percezioni più ampie del Reale?

Il sonno della ragione semplicemente non genera. E’ uno dei mali del nostro tempo.

 

In questa società, in cui il potere nasce dal controllo dei media, esiste ancora il libero arbitrio?

Io credo di sì, anche se i filtri che i media e la cattiva politica tentano di applicarci sono sempre in agguato.

 

Quale è il tuo metodo di lavoro? Da dove nasce la tua ispirazione? Come la rendi forma e sostanza?

L’ispirazione nasce fondamentalmente nell’azione cronica dell’osservare. Quando visualizzo un fotogramma è necessario un percorso che parte da un buono scatto fotografico che funga da background e da un’altra serie più o meno ampia che crei l’assemblage o il collage che rende sostanziale l’opera.

 

Progetti per il Futuro?

Trovarmi un mecenate che possa rendere le mie opere installazioni reali.

 

Esiste qualcosa al termine del viaggio chiamato vita?

L’arte.

02/01/2013

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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