il design non ha preso il posto dell'arte, il design è un arte, forse più popolare del dipinto o della scultura ma anche li dipende dai filo

Intervista ad Hamsters Studio

Lo ricordo bene, il Colosseo fatto di bottiglie Heineken. Ero stato con er Giamaica a fare due passi per il centro, lamentandosi come sempre di tutto e di più.
Per tornare a casa, invece che il solito bus modello tradotta militare, decidemmo di tagliare per la Stazione Termini e prendere il trenino ai Laziali. Non che fosse meglio, anzi. Le carrozze sono pulite con scadenze trentennali e probabilmente in qualche università americana lo stanno studiando, come esempio di come si possa violare l’impenetrabilità dei corpi anche in condizioni non quantistiche.
Ce lo trovammo davanti, nell’atrio della stazione. Straniamento, ecco cosa provai, forse ovuto al trovarsi davanti l’incongruo, dovuto al mutamento delle dimensioni e del materiale, che costringe a ripensare ciò che diamo per scontato.
Era imponente, senza dubbio, ma mi ricordava anche le costruzioni con cui giocavo da bambino. Anche er Giamaica era stupito.
Mi guardò.
“Aho, secondo te, quanto ci avranno messo, pe’ besse tutte le bottije de bira?”
Gli diedi una pacca sulla spalla e ce ne andammo… Mi rimase sempre la curiosità di conoscerne gli autori. Ora, finalmente, è stata soddisfatta.

 

Buongiorno perché Hamsters Studio? Cosa ha ispirato questo nome?

Il nome Hamsters studio nasce, perchè lavorando assieme, spesso in condizioni frettolose, dove oltre alla competenza manuale c'era da mettere in campo delle competenze intellettuali, la soluzione al problema emergeva spontaneamente nella mente di uno di noi. Quando questo accadeva compariva sul volto del singolo un'espressione quasi mistica di chi è riuscito a coniugare tutti i dati in questione e trovare una soluzione, ma il tempo non bastava per spiegare il tutto ai compari, per cui l'operato veniva eseguito senza troppi complimenti e gli altri dovevano stargli dietro. 

Quando questo succedeva ed è successo diverse volte, ci si diceva “gli è partito il criceto!”. Come ad intendere che nella testa del singolo alberga un cervello come un criceto in gabbia, che da un momento all'altro comincia a correre nella sua ruota, per cui a fare senza essere in grado di dare spiegazioni. Da questo nasce studio criceti o meglio Hamseters studio. Poi ci sono stati momenti di “criceto infinito” ma tralasciamo....

 

Davide, Marco e Bicio, come vi presentereste ad un estraneo?

Con le buone maniere.

 

Come è cominciata la vostra avventura? Che vi ha spinto a collaborare assieme?

La Nostra avventura nasce in maniera naturale, per affinità lavorativa. Con il tempo ci si è trovati bene per affidabilità e competenze, non che da un punto di vista umano ed ideologico, per cui: perchè non investire in un luogo fisico delle risorse economiche? Lavoriamo assieme da diversi anni, più di dieci ma lo studio è aperto solo dal 2008.

 

Come è la dialettica interna al vostro team? Come gestite i conflitti e contaminate le idee?

Mah conflitti forti non ce ne sono ancora stati, solitamente si lascia spazio all'individuo di esprimersi o quando uno dei tre esagera con l'imporsi gli altri due in automatico ci si contrappongono, spiegando le proprie motivazioni o se il messaggio non viene recepito anche incrociando le braccia. Chi fa da se fa per tre, in maniera anarchica si intenda!
La vostra giornata lavorativa tipo… Non esiste, l'unica consuetudine è il caffè.

 

Quale è il vostro metodo di lavoro ? Come passate dall’ispirazione all’oggetto concreto?

Dipende, spesso sono commissioni che presentano un problema di realizzazione pratica, trovare una soluzione ci affascina per cui procediamo in questa direzione. L'ispirazione poi di solito nasce dal contemporaneo, dal quotidiano, dai problemi sociali che ci si pongono difronte . Utilizziamo il metodo dell'arte per sottolinearli e proporre delle soluzioni.

 

Perché create? Cosa vi spinge a dar forma ai vostri pensieri ed emozioni?

Per necessità, perchè non saremmo probabilmente in grado di fare altro di gratificante o remunerativo, anche se nel tempo lo abbiamo fatto. Quello che ci spinge a dare forma ai nostri pensieri è un emozione che ci suscita la vita, a volte l'odio, a volte l'amore, a volte la felicità, a volte la tristezza, a volte lo sconcerto nei confronti del genere umano, altre volte la necessità di supportare delle idee secondo noi giuste.

 

Cos’è la Bellezza per voi? Qual è il suo ruolo nella Vita?

Mah la bellezza è soggettiva , diciamo che è bello tutto ciò che è in grado di dare un'emozione di qualunque tipo. La bellezza è qualcosa che non passa inosservata , che stimola in un modo o nell'altro lo spettatore.

 

Cos’è l’Ironia? L’esprimere idee che violano la censura dei tabù sociali? o ancora svelare le maschere che ci costruiamo ogni giorno?

Beh sicuramente prendere in giro il potere in ogni sua forma ci restituisce quel briciolo di umanità che gli diamo tutti i giorni per riuscire a stare al mondo, abbiamo molti amici e conoscenti che fanno satira di professione e penso che la risposta sia nella tua domanda è come dici tu.

 

Il Design ha preso il posto dell’Arte, nel rappresentare le contraddizioni dell’Individuo contemporaneo e soddisfare la sua fame di Bellezza? L’Arte può parlare all’Uomo comune ?

No il design non ha preso il posto dell'arte, il design è un arte, forse più popolare del dipinto o della scultura ma anche li dipende dai filoni di pensiero. Pensiamo che il design sia un modo che ha l'individuo di esprimere un gusto personale e collettivo ma soprattutto di produrre qualcosa di necessario al consumo, non necessariamente all'espressione di un'idea.

 

Quanto del Barocco, con la sua trasformazione dello spazio urbano da immagine razionale del mondo a infinita scenografia teatrale, vive nelle vostre opere?

Poco, non abbiamo la necessità di rendere teatrale la realtà, al limite il contrario. Utilizziamo immagini reali per dare modo alle nostre idee di esistere. Per esempio nell'opera plastica “Favelas” è ovvio che quello sia un oggetto di stampo rappresentativo, ma non ci sogneremmo mai di andare a ricamare eccessivamente su di un argomento tanto delicato come il disagio sociale, quello reale, quello fatto della gente che si uccide per un paio di scarpe. Non è necessario portare del teatro nel reale, come scritto sopra, se mai il contrario.

 

Piranesi, rompendo nelle sue incisioni il rapporto tra forma scenica e funzione, può essere considerato il primo profeta della società dell’immagine… Voi vi sentite suoi eredi?

Più eredi di Guy Debord, anche se arrivato più tardi, ma anche di Marcel Duchamp.

 

Nell’Urbanistica, c’è ancora spazio per l’Utopia? Oppure deve ridursi a semplice strumento di ingegneria sociale?

Premettiamo che non siamo né urbanisti né architetti, sosteniamo che dipende dall'utopia. noi siamo per l'urbanistica partecipata nella società protocontemporanea, non quella imposta per logiche di mercato puro e semplice.

 

Le tante abusate parole “Archistar", "Nonluogo", "Terzo paesaggio"… Sono semplici slogan per giornalisti oppure descrivono anche con approssimazione la realtà?

Purtroppo descrivono la realtà contemporanea. Lavorare con degli “Archistar” ha un valore ed un peso nella produzione non indifferente, sia da un punto di vista economico che culturale: arricchisce. Sui non luoghi le città ne sono pieni , magari vengono chiamati stazioni o sottopassaggi o centri commerciali, ma nostro malgrado esistono e sono una realtà . Troppo spesso queste terminologie vengono utilizzate senza spiegarne, anche brevemente, il loro significato.

 

Parafrasando Adolf Loos, l’ornamento è ancora un delitto?

Lo è mai stato? Si forse, quando per ornarsi si usano diamanti ricavati con lo sfruttamento minorile e per procurarsene un po' si accetta che i mercanti spingano a guerre intestine. Quando per ornamento si intende la pelliccia di visone o di foca, Quando l'ornamento esula dai confini del rispetto nei confronti della vita e peggio che un delitto, diventa un genocidio.

 

L’edificio più brutto e più bello che vi è capitato di vedere? E l’oggetto di design meno friendly cg che vi sia capitato tra le mani?

L'edificio più brutto il Grand Lisboa a Macao, tra i più belli ce ne sono troppi, per quanto riguarda il design è troppo soggettivo.

 

Come è lavorare con Peter Greenaway?

Molto professionale.

 

Il “Colosseo” di bottiglie Heineken. Come vi è venuta l’idea? Quali difficoltà avete affrontato, nel realizzarlo concretamente?

L'idea non è nostra è arrivata una richiesta di mercato, doveva essere promosso quel tipo di evento. A livello progettuale non ci sono stati grossi problemi solo un sacco di pazienza.

 

Il post moderno è morto?

Perchè è nato? Un’ idea o un filone di pensiero produttivo non muoiono se qualcuno le porta avanti, è un po' come dire che il punk è morto.

 

In questa società, in cui il potere nasce dal controllo dei media, esiste ancora il libero arbitrio?

Prova a spegnere la televisione e cercare più fonti di informazioni possibili, chiaro è diverso che accettare tutto preconfezionato, ma funzione se si vuole avere un'opinione precisa. Dopo di che nella nostra società questa possibilità esiste, ma la maggior parte delle persone sono troppo pigre per approfittarne.

 

Per voi, cos’è l’inquietudine? E l’incomunicabilità?

L'inquietudine è il rumore degli elicotteri della polizia che volano sopra di una scuola a Genova nel 2001, i soldi spesi per gli F35 dallo stato italiano e le missioni di pace fatte con i fucili a tracollo, l'incomunicabilità una pattuglia di poliziotti in assetto antisommossa che argina i problemi sociali eliminandoli.

 

L’Uomo è ancora misura di tutte le cose? E questa pretesa come si riflette nel Design e nell’Architettura?

Se si parla di manufatti o progetti è ancora importante, sicuramente non è fondamentale, quello che non è a misura d'uomo sono i metodi di produzione.

 

Il vostro rapporto con Milano?

Conflittuale ma a ragion veduta.

 

Perché Visibili e Invisibili? La città, come diceva Borges, è un labirinto di specchi e inganni?

Penso che l'affermazione di Borges sia abbastanza azzeccata ma anche “le insegne luminose attirano gli allocchi” può funzionare bene. Visibile ed invisibile perchè ci piace fare emergere le contraddizioni.

 

Perché partecipare al Fuori Salone? Non è una scelta un poco modaiola?

Si è una scelta modaiola, anche se ormai è un momento popolare di richiamo cittadino. la necessità è quella di confrontarsi con un mercato ma soprattutto con delle idee, che sappiamo trovarci pronti a discutere ed approfondire.

 

La vostra poesia preferita?

Franco Fortini _ La storia è andata così
Negazione _ Lo spirito continua (canzone punk)
...

 

Di quali romanzi avreste voluto essere protagonisti?

Q-luther blisset, Sandokan, Orzowei.

 

Ha ragione Severino, quando parla della Tecnica come morte dell’Essere e trionfo del Nichilismo dell’Occidente? E’ uno strumento di liberazione o di asservimento dell’Uomo?

“La gente lo sa che sai suonare e suonare ti tocca per tutta una vita e ti piace lasciarti ascoltare” La tecnica è uno strumento di asservimento dell'uomo, infatti nell'imbroglio di liberarsi da essa è subentrato il macchinario , la tecnologia.

 

I vostri incubi ricorrenti?

Preti zombie pedofili.
Perdere i denti camminando in ciabatte mentre si va al lavoro in pigiama.


Progetti per il futuro?

La pace nel mondo (non diciamo come) .

 

Esiste qualcosa al termine del viaggio chiamato vita?

La cremazione

 

 

Sito Ufficiale: http://www.hamsterstudio.it/

17/03/2013

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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