Inumani Trilogy è un lungo viaggio fisico e mentale, iniziato nel 2010 e durato 4 anni. Si tratta di un canto di addio alla Terra

In Human Trilogy

In Human Trilogy - Gabriele Adami

Spesso mi capita di riflettere sulle relazioni tra fotografia e fotoarte, due linguaggi accomunati nel media, eppure così diversi, come esiti e obiettivi. Per la fotografia, lo scatto è l’obiettivo finale, il risultato della sintesi tra sguardo e intelletto del fotografo; per la fotoarte, è invece un punto di partenza, da arricchire e modificare in postproduzione.

Se la fotografia seziona la realtà, rendendo eterno un attimo, la fotoarte la amplia, trasformando un oggetto, un istante in porte per mondi onirici e indefiniti.

 

Gabriele Adami, una vecchia conoscenza di Quaz Art, è sicuramente un esponente della fotoarte. Se dovessi definirlo, brutta cosa, perché attaccare un’etichetta, con la scusa di catalogare, significa svuotare l’ampia complessità dell’esperienza umana, lo chiamerei “Alchimista dell’Immagine”. In lui lo scatto iniziale brucia se stesso, si sedimenta, passando dall’opera in nero all’opera in bianco, sino a trascendere in pura e infinita luce, in cui la forma che si libera dalla sostanza che l'imprigiona.

 

Immagini che ritrovano la leggerezza primigenia dell’Uomo, inseguendo un’ascesi gnostica, passando dal materiale all’immateriale, dal nuomeno al fenomeno, trascendendo gli Eoni e fondendosi nel Pleroma paradisiaco è la totalità di tutto ciò che consideriamo "divino", emanato da Dio, l'Eterno Principio Divino.

 

Per Gabriele, la Fotoarte è uno strumento di conoscenza mistica: quest’ansia di Assoluto, la fame di ciò che esiste oltre l’apparenza è la fiamma che anima il suo libro, Inumhan Triology, in cui, in antitesi a quanto comunicato da Salgado in Genesi, dove, nell’illusione di ricreare un equilibrio tra Uomo e Cosmo, si imprigionano entrambi nel nulla, si decanta quello che Severino chiamerebbe il Nichilismo dell’Essere.

Inumani Trilogy è un lungo viaggio fisico e mentale, iniziato nel 2010 e durato 4 anni. Si tratta di un canto di addio alla Terra e un avvertimento per gli esseri umani, un diluvio universale, dove la civiltà è stata spazzata via.

 

A differenza della pittura di Tom Porta, dove le rovine continuano a ossessionare la Terra, qui domina il silenzio e la purezza di Gea; alla bellezza di un tramonto, alla malinconia della nebbia o alla maestosità di una rupe, custodi di sensazioni che, prigionieri del banale e dell’artificiale, troppo spesso dimentichiamo, si soprappongono anomalie di luce e di percezione, che rimettono in discussione ciò che siamo abituati a dare per scontato.

 

Inuman Triology incomincia, come tutte le trasmutazioni alchemiche, con il Nigredo o opera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi. Ciò avviene tramite panorami scolpiti da due coltelli di luce, due monoliti, ricordo delle due torri di New York, metafora della nostra volontà di raggiungere il cielo e della caduta, figlia della nostra fame di distruzione, che vogliono mettere a fuoco l'immagine dell'anima, per evidenziarci, in pura semplicità, ciò che ci siamo dimenticati di vedere, perché percepire non significa riconoscere.

 

Siti da cui, dopo ore e ore di osservazione, emerge l'anima, in cui la luce genera serie geometriche che vogliono fare riferimento alla Gestalt descritta da Max Wertheimer, basata sul principio di prossimità, in cui gli elementi del campo percettivo sono uniti in forme tanto la coesione come meno distanza tra loro.

Il secondo capitolo, intitolato QUIET ADAGIO, è Albedo o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi.

Ciò avviene rappresentando siti privi di qualsiasi forma di vita, affamati di contatto con la luce, la madre di tutto.

Terre desolate, come quelle cantate da Eliot, che invano cercano la forza di compire un ultimo balzo, nel tentativo di ritrovare l’illusione della vita.

L’ultimo capitolo INTOBLACKHOLE, è Rubedo o opera al rosso, che rappresenta lo stadio in cui la sostanza si ricompone, fissandosi. Un viaggio verso il nulla o verso il tutto, perché, come ben raccontava Nicolò Cusano, l’Assoluto esiste nella coincidenza degli opposti, unione dei contrari, in cui esiste una logica dell'infinito opposta e incomprensibile ad una logica del finito, di cui siamo prigionieri ogni giornio intuibile soltanto tramite l’Arte.

10/10/2014

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

Artisti in Evidenza

Iscrivendoti alla nostra newsletter tutte le novità ti verranno notificate via e-mail

+ Servizio di Newsletter

Iscrizione Cancellazione

ULTIME IMMAGINI CARICATE

quaz-art: un progetto di militarizzazione artistica tutto italiano quaz-art: un portale d'arte d'avanguardia tutto italiano surrealismo fotografico, arte moderna contemporanea artisti su quaz-art: surrealismo in arte digitale fotografia sperimentale, pittura digitale fotorealismo in arte digitale, arte digitale collages fotopittura illustrazioni computer grafica italia arti grafiche arte digitale italiana pittura digitale fotografia artisti digitali galleria virtuale artisti digitali

L'Avanguardia Futurismo Surrealismo Arte Digitale Pittura Digitale Matte-painting Arte Generativa Cos'è l'arte digitale?

Il browser da te utilizzato non rispetta gli standard di sicurezza necessari per navigare questo sito. Per la nostra (e la tua) incolumità ti consigliamo di navigare utilizzando un browser più recente:

 

» Scarica l'ultima versione di Google Chrome

» Scarica l'ultima versione di Firefox

Per motivi di sicurezza non è possibile navigare questo sito senza l'ausilio di Javascript; che tu stia utilizzando un dispositivo di tipo mobile o desktop ti consigliamo di spuntare la voce relativa dalle impostazioni di navigazione.