il massacro della redazione del giornale Charlie Hebdo non è una questione di religione

La rivolta di Bes

A Piazza Vittorio, a custodire quell'affascinante rovina che è la Porta Alchemica, vi sono due statue del dio egizio Bes; un vecchio e grassottello nano, dalle gambe storte, che si pavoneggia con le sue piume di struzzo che ama la musica, la danza e il riso.


In origine, non era così: sino al 1873, la Porta era da tutt'altra parte, era un ingresso di Villa Palombara, ma a causa della speculazione edilizia voluta dai piemontesi, fu smontata, chiusa in un magazzino e nel 1888 rimontata all'interno dei giardini di piazza Vittorio, su un vecchio muro perimetrale della chiesa di Sant'Eusebio, aggiungendo le due statue.


Un falso storico, che però, forse in maniere casuale, assume un valore simbolico: perché qualsiasi mutamento di se stessi, qualsiasi ricerca di significato in ciò che ci circonda, non può che partire dal Ridere, segno di libertà suprema e desacralizzazione di tutto ciò che ci rende schiavi.
Forse per questo, le due statue sono i numi tutelari dell'Esquilino: perché rappresentano gli strumenti con cui si costruisce una convivenza tra culture e religioni differenti. La conoscenza dell'altro, l'accettazione dei suoi pregi e difetti, la creazioni di spazi condivisi di dialogo e di festa, l'affermazione del primato della libertà.


Tutto ciò che è stato negato a Parigi, con il massacro della redazione del giornale Charlie Hebdo. Non è una questione di religione: a chi lo afferma, ricordo come il poliziotto massacrato a sangue freddo si chiamasse Ahmed e fosse un pio musulmano praticante.


E' qualcosa di più antico e profondo: è la lotta tra il Potere assoluto e totalizzante, che vuole renderci tutti uguali, e il nostro essere individui.


L'Islamismo radicale, il Fascismo, lo Stalinismo non sono che etichette, giustificazioni dietro cui si nasconde questo Moloch crudele, che vuole trasfigurare a sua immagine ogni aspetto dell'esistenza. Moloch che si imbelletta con l'utopia, per nascondere la sua ambizione, il rendere tutti schiavi e automi, prevedendo la distruzione della società e la ricostruzione secondo nuove forme.


Che per sopravvivere ai suoi fallimenti, al principio di Realtà, si inventa nemici da combattere. Che per addormentare le coscienze, crea simboli, miti e rituali e diffonde un clima di paura, per impedire qualsiasi contestazione.


Un Moloch che odia Satira e Arte contro ogni cosa: la prima perché mostra la sua vacuità, la follia nascosta dietro i suoi principi. La seconda perché mostra come un altro mondo sia possibile.
Il Moloch potrà accanirsi contro i simboli e le persone, ma come diceva bene il buon Miguel de Unamuno, potranno vincere, ma non convincere.


"Perché convincere significa persuadere e per persuadere avreste bisogno di qualcosa che vi manca: ragione e diritto".


E senza convincere, il Moloch sarà sempre sconfitto e Bes danzerà sui suoi resti. L'importante è non perdere mai fiducia nella Libertà e nell'Uomo, ricordando le parole di Charb
La libertà di ridere senza ritegno la legge ce la da già, la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova.


Grazie banda di imbecilli.

Un disegno di Nate Beeler.

Un disegno di Nate Beeler.

08/01/2015

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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