Ebbene, la pittura di Gaspare Sicula riappacifica l’Uomo contemporaneo con la Metafisica, rendendo esperienza concreta ed estetica il fondam

Gaspare Sicula

Oltre la Metafisica

"Filosofia. Strada con molte diramazioni, che conduce dal nulla a nessun posto"

E’ una definizione, molto cinica, tratta dal Dizionario del Diavolo di Ambrose Bierce che però rende bene l’opinione che generazioni di studenti italiani hanno avuto su tale materia.

 

Spesso non si può dare loro torto: la ricerca della Sapienza non viene presentata come ricerca di se stessi e del proprio senso nel mondo, ma come un insieme contorto di paroloni, con poca attinenza con la quotidianità, da imparare a memoria e ripetere meccanicamente.

 

Tutto ciò peggiora ulteriormente quando si affronta la Metafisica, ritenuta dal senso comune come la cosa più astrusa che la mente umana possa aver mai concepito. Eppure, questa nacque da un’esperienza molto concreta e banale: verso la metà del I secolo a.C., Andronico di Rodi, nel dar luogo alla sistemazione del Corpus aristotelicum, chiamò così, le cose (dopo) le cose di fisica – i 14 libri di Aristotele di “filosofia prima”.

 

Vista l’eterogeneità degli argomenti trattati, invece di tirar fuori un titolo legato ai contenuti, il bibliotecario preferì definirli in funzione della posizione che tenevano nello scaffale.

 

Ebbene, la pittura di Gaspare Sicula riappacifica l’Uomo contemporaneo con la Metafisica, rendendo esperienza concreta ed estetica il fondamento della sua ricerca: andare oltre gli elementi contingenti dell'esperienza sensibile per raggiungere gli aspetti ritenuti più autentici e fondamentali della realtà.

Gli oggetti, i fiori, le conchiglie che Sicula dipinge vanno oltre la rappresentazione della realtà apparente, del dato ottico originario, per raggiungere la considerazione, profonda e quasi spietata, delle cose così come sono, nel tentativo di superare gli elementi instabili, mutevoli e accidentali e concentrare la propria attenzione su ciò che considera eterno, stabile, necessario.

 

Per questo i suoi quadri, a differenza di quelli della pittura di De Chirico o di quella di Morandi, non esistono in un tempo rarefatto o dilatato, ma si pongono oltre il Divenire, creando finestre sull’Assoluto. Finestre che, evidenziando lo iato fra la trascendenza dell'Essere e l'immanenza degli enti materiali, ci mostrano logiche e relazioni più ampie che dalla casualità, dominio della Ragione, sfumano nell’empatia, dominio del cuore.

Ed ogni sua opera costringe a porci la domanda fondamentale che ci rende uomini

 

Perché l'essere piuttosto che il nulla?

Risolvendola non in teoremi, ma nella Bellezza.

 

Visita la scheda di Gaspare Sicula

05/02/2012

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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