Sicuramente l'arte digitale è l'arte più tecnologica che esista, viaggia nel web, il suo supporto ideale non è nella stampa ma nei display

Intervista a Gabriele Adami

Non conosco Gabriele di persona… Però facciamo lunghe chiacchierate in chat e passerei le ore ad ammirare le sue opere su Quaz Art. Perché Gabriele è uno dei grandi testimoni della crisi spirituale dei nostri tempi, dell'abisso che cerchiamo di negare, ma che ogni giorno ci corrode.

 

E delle misteriose energie che ogni giorno, nonostante tutto, ci spingono ad andare avanti.

 

Ciao Gabriele, chi sei? Come ti descriveresti ad un estraneo?

Ciao Alessio, intanto grazie per l'opportunità che mi stai concedendo. Quaz Art è uno splendido sito d'arte, essere qui per me è un grandissimo piacere.

 

Gabriele Adami è una persona normalissima che dentro di sé coltiva una grossa passione per la fotografia, cerca un modo per sognare ad occhi aperti; con l'aiuto di un mouse e di una reflex crea dimensioni dove rifugiarsi da un mondo che sta sempre più cambiando.

 

Perché Vitriol13? Come mai la scelta di un alter ego artistico?

Vitriol13 è quello che vorrei essere, una parte di me che esce in ciò che vedete nelle mie opere. Quando creo stacco la spina umana e indosso le vesti oniriche di Vitriol13, come Spiderman, Supeman, Batman…

 

Fin da bambino son sempre rimasto affascinato da questi fumetti, vedere come dietro ad una persona normale si possa nascondere un supereroe imbattibile. Vitriol13 è un modo di essere supereroe, perché non mi pongo limiti in ciò che faccio.. E' una sensazione bellissima, creare senza dover seguire idee e correnti… Libero come una cellula impazzita.

 

Quanto della malinconia e dei silenzi della Pianura Padana vive nelle tue opere?

Sicuramente nelle mie opere se ne trova… La malinconia è dolce e ovattata, ti culla come una madre culla il suo bambino ma poi ti immerge in una fitta nebbia di pensieri, come per me ad esempio, quando cammino in inverno nella nebbia padana, dove scompare tutto e resto solo, immerso nel bianco e dai là poi nascono idee e ispirazioni per creare.

 

La malinconia è la miglior benzina per ogni artista, la storia ci insegna che in questo dannato stato son stati fatti grandissimi capolavori perché la tristezza e la malinconia ci enfatizza la sensibilità mentre la felicità ci rende tutti sempre un po' più leggeri e superficiali.


Tu sei autodidatta. Da dove è nato il tuo amore dell'arte ? Ritieni che l'Accademia, il percorso artistico tradizionale, ponga troppi vincoli alla creatività umana?

Non ho mai preso nessun tipo di lezione o fatto studi d'Arte perché negli anni passati non mi ha mai interessato, vivevo ignorandola. Poi eventi difficili da superare e da accettare mi han fatto sentire il bisogno di urlare, in qualche modo... E' una funzione terapeutica per me, creare.

 

Per quanto riguarda l'Accademia e lo studio penso siano fondamentali per la formazione e sicuramente aiutano la tecnica ma la creatività é un pensiero a forma di farfalla che ci gironzola intorno e sta a noi cercare di afferrarla. Poi in quanto ai vincoli che può creare una metodologia di lavoro, non c'è una regola, non è matematica, va solo in base da persona a persona.

 

L'Arte nasce dallo stupore dell'Uomo dinanzi al Mondo, dalla contemplazione del mistero di vivere?

L'Arte nasce dalla necessità dell'uomo di confrontarsi, di misurarsi e di capire quanta bellezza c'è. Siamo troppo piccoli di fronte ad un Mondo che si estende poi ad Universo… L'Arte è la nostra difesa, il nostro modo di dire che non siamo così piccoli.

 

Sei un ex musicista… Che tipo di musica suonavi? Quanto di quella esperienza influenza la tua ricerca artistica?

Musicista è una parola un po' grossa! Suonavo in qualche gruppo anni fa, metal e suoi derivati ma nulla di eclatante, di certo ho una grossa passione. Praticamente ce l ho nelle orecchie dalla mattina alla sera, la divoro sempre e ovunque, infatti mi permette di realizzare qualche artwork e servizi fotografici per gruppi...

 

Influisce molto sulle mie opere, mi accompagna alla creazione... L'esperienza di creare musica sicuramente mi è servita a capire quanto sia splendido creare dal nulla una qualsiasi cosa.

 

Perché crei? Che ti spinge a dar forma ai tuoi pensieri ed emozioni?

Creo perché ne ho bisogno ormai, pensare, scattare e poi sedermi la sera davanti al pc a provare effetti e colori mi fa sentire migliore, mi cambia piano piano e mi aiuta a somatizzare le cose che non riesco ad accettare.

 

E' come un dialogo con se stessi, un ritrovarsi e guardarsi dentro per non dimenticare chi siamo, ad un certo punto diventa essenziale come respirare.

 

Il tuo incontro con Max Ferrero. Come è avvenuto? Puoi definirlo il tuo maestro? Oltre la tecnica cosa ti ha insegnato?

Max Ferrero è un professionista che commenta su un sito di fotografia dove ho iniziato a postare i miei lavori, e seguendo i suoi consigli ho capito cos'è la fotografia. Chiamare maestro chi non ti ha mai dato mai una lezione può sembrare assurdo, ma per me maestro non è colui che insegna ma colui che trasmette.

 

Mi ha trasmesso fiducia e curiosità anche se poi la mia ricerca fotografica è lontanissima dalla sua perché lui arriva dal reportage, ma nella diversità di pensiero mi ha dato una bella spinta a continuare ed approfondire.

 

Cos'è l'Arte? Una ribellione a ciò che ci rende meno umani? Un sezionare i propri abissi? Lo svelare ciò che vogliamo nascondere a noi stessi?

L'Arte è esplorare le infinite potenzialità che è nascosta in ogni singola persona. Einstein era un uomo, Leonardo era un uomo, Charles Manson è un uomo e Napoleone era un uomo.

 

Una radiografia non avrebbe trovato differenze se non strutturali tra loro e un Mario Rossi ma questi, in modi diversi, avevano dentro un qualcosa che hanno esplorato, sentito e manifestato. Questa è l'Arte.

 

L'Arte è decorazione o ha ancora la forza di cambiare il mondo?

Io penso che tutti i più grandi uomini di potere abbiano avuto al loro fianco artisti od opere artistiche di assoluto valore che osservavano e che stimolavano in loro riflessioni sulle decisioni da prendere.

 

L'Arte è quella vibrazione o occhiata che può influenzare lo stato d'animo del Potere.

 

Cos'è per te la Bellezza? Che ruolo ha nel mondo e nella vita dell'Uomo?

La bellezza è l'armonia delle forme, è ciò che paga l'occhio ma che può nascondere il vero valore di una cosa. E' una maschera da maneggiare con cura e con astuzia, perché la bellezza si prende gioco di noi, ed ha un ruolo fondamentale nel mondo.

Madre Natura è una roulette che fatalmente può cambiare destini e storie di ogni cosa nel Mondo ed è quanto di più ingiusto.

 

L'Artista, secondo te, è più mago o sciamano?

Senza dubbio nel mio caso è uno sciamano, mi piace l'idea di esser il tramite delle immagini che creo, significa accettarne l'esistenza in qualche altra dimensione da noi sconosciuta. Morirei ora solo al pensiero che dopo la morte io vada a finire in qualche mia opera.

 

Tu collabori spesso con gruppi musicali. Cosa ci puoi raccontare di queste esperienze? Come convergono i due linguaggi nelle tue opere?

E' bellissimo e nello stesso complicato collaborare con dei gruppi musicali. Mi piace conoscerli, sapere perché suonano, le loro personalità, cosa vogliono esprimere, osservarli e poi fare un milione di domande, fare un percorso visivo con loro e trovare un punto d'unione con il mio pensiero. Un artista spesso crea da solo, con i suoi tempi e con la sua ispirazione, interagire e creare insieme a dei musicisti dà soddisfazioni immense, non sono uno di quelli che "ok,ti spedisco l'atrwork e dimmi se ti piace".

L'artwork è l'involucro che racchiude ore ed ore di sale prove e concerti dove un nucleo di persone ci buttan l'anima ed anche più. Quando mi contattano è una grandissima responsabilità che cerco di svolgere nel migliore dei modi, devono riconoscersi in ciò che faccio e nello stesso tempo deve destare attenzione in mezzo a un milione di cd, mi dico, ok…La mia copertina deve spiccare su tutte, trasformando il loro suono in immagini.

 

L'Arte è al nostro servizio o noi siamo al servizio dell'Arte?

Noi assolutamente siamo al servizio dell'Arte, siamo i servi della comunicazione e della bellezza, e non il contrario, che deve arricchire noi stessi con gloria e fama, perché a questo punto cessa di esserlo e diventa business, la vera rovina della creazione, quando da Arte diventa Artigianato, e l'artista non dev'essere un artigiano.

 

La crisi dell'arte italiana è di idee o di sistema? Il meccanismo delle gallerie e dei curatori, orientato al business, è un ostacolo per la proposizione di nuove idee?

Non ho mai esposto a pagamento e mai lo farò perché sono contro questo meccanismo triste del pagare per esporre. L'Arte deve essere di tutti e non di chi si può permettere gli "affittamuri", perché la maggior parte delle Gallerie (non tutte per fortuna) chiedono soldi per esporre, creando mediocrità in quanto la visibilità diventa alla portata di chi paga e non di chi vale.

 

Questo modo di operare alza la mediocrità generale, se un curatore o gallerista crede nel valore di chi si propone gli deve dare gratuitamente la possibilità di esporre e poi l'artista conferirà le percentuali sulla vendita, perché certo anche i galleristi devono mangiare…

 

Tu hai esposto in Italia e all'estero… Differenze nei due modi di intendere l'Arte e le mostre?

All' estero ho mandato qualche opera per delle collettive, in Germania e Inghilterra, tramite amici per promuovermi ma non ci sono mai stato in veste d'artista, quindi non saprei rispondere ma se penso che in questo paese abbiamo città come Roma, Firenze e Venezia, non posso pensare che l'Italia sia seconda a qualche altro paese nel mondo.

 

Per te, cos'è l'inquietudine?

E' un silenzio freddo e corrosivo, che se non trova riparo in una serenità diventa depressione e autodistruzione. L'inquietudine dev'esser controllata perché è l'anticamera di una profonda spirale nera che può farci sprofondare in un abisso.

 

In questa società, in cui il potere nasce dal controllo dei media, l'uomo è ancora libero?

Io penso di sì, siamo influenzati dagli stereotipi della TV, le informazioni vengono filtrate e pilotate per creare terrori o preoccupazioni di massa ma abbiamo una testa per pensare, valutare e capire tutto ciò che vediamo e ascoltiamo ed in base a questo, agire nel modo più giusto, l'uomo sarà sempre libero.

 

Quale è il tuo metodo di lavoro? Da dove nasce la tua ispirazione? Come passi dalla foto iniziale all'opera finale?

Non esistono regole ben precise. Dallo scatto stesso, ogni opera ha una sua storia e un suo pensiero. Parto da uno scatto vedendolo come uno schizzo in matita e da lì ci disegno poi sopra quel che sento, ciò che mi trasmette anche solo un colore, una forma, della foto scattata...

 

Un andare oltre a ciò che vedo, magari poi ottenere delle cose completamente diverse da quelle scattate.. Ma un'immagine per me non è mai congelata, io la catturo ma poi vive di una sua vita propria trasformandosi, come si trasforma un bruco in farfalla, è come se metto le ali ad una foto normale, il mio intento e farla volare via.

 

"Attraverso una particolare tecnica di scatto in movimento
cerca l' essenza, il profondo della materia.."

Così è scritto nella presentazione delle tue mostre… Ma cos'è il profondo della Materia?

E' la presentazione della mia serie intitolata Deep.

 

Se tu guardi questo schermo vedrai delle parole ora, dei pensieri, stai facendo delle domande ad una persona e la stai conoscendo, hai saputo cosa mi piace fare, i miei punti di vista, un po' di cose ormai te le ho scritte Alessio.

 

Se adesso provi a spegnere immediatamente lo schermo lo vedrai nero, eppure anche per un solo istante ti ricorderai di me, di quello che stavi leggendo, sebbene hai davanti solo della plastica e una tastiera, della MATERIA, inanimata. Cos'è successo?

E' successo che ogni cosa, persona o animale che sia è anche altro, noi non siamo solo carne ma un qualcosa ci anima, un semplice soffio che fa cadere una foglia non è solo l'applicazione della legge di Newton, ma è il risultato di un energia data dal movimento, il movimento che fa prender vita alla materia viva o non viva.

 

In fondo tutto ciò che esiste è fatto di atomi, in continuo movimento, ed ho cercato di darne una mia interpretazione.

 

Come potrebbe evolvere l'Arte Digitale? Le sue nuove frontiere?

Sicuramente l'arte digitale è l'arte più tecnologica che esista, viaggia nel web, il suo supporto ideale non è nella stampa ma nei display, una opera digitale con pochi click arriva ovunque, siamo nell'epoca dei social network, le vere mostre si fanno postando su siti, il nome gira così, ormai raggiungi più gente postando sui siti dedicati e sui social network piuttosto che in una galleria…

Certo la bellezza e il fascino di un supporto non cesserà mai, leggere un e-book non è come sfogliare un libro ma siamo in un periodo dove tutto deve esser veloce e immediato, l'Arte digitale ha questo vantaggio.

 

Secondo la tua esperienza, Fotografia e Arte Digitale in Italia come sono considerate? Sorelle minori dei linguaggi tradizionali? Oppure si sta sviluppando nei galleristi, nei critici e nei curatori una nuova sensibilità?

Per i pittori chi fa fotoarte, Arte digitale o come la vogliamo chiamare, non sappiamo disegnare, per i fotografi non sappiamo fotografare, siamo nel mezzo, e se è vero che la verità sta nel mezzo... Ci siamo dentro in pieno. Di certo sarà sempre più una tecnica "classica", in fondo invece che col pennello disegniamo con sensori di reflex e mouse.

 

Progetti per il Futuro?

Svegliarmi domani e poter vivere un altro giorno.

 

Esiste qualcosa al termine del viaggio chiamato vita?

Le religioni son fatte per toglierci la paura di morire, sono piene di contraddizioni e se penso che un musulmano creda molto diversamente da un buddista solo perché nati e cresciuti a chilometri di distanza, non fa altro che alimentare le mie convinzioni.

 

La religione va a chilometri? Sono un po' della scuola di Nietzsche, e dopo la morte, è finito tutto.

 

Grazie Alessio.

 

28/01/2012

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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