Mi accredito come redattore di Quaz Art e mi infilo in una sala di medie dimensioni, tutta stipata di sedie. Un commesso mi corre dietro, p

Io Filemazio

protomedico, matematico, astronomo, forse saggio



Il 22 dicembre, invece di affrettarmi a comprare gli ultimi regali o impazzire a preparare pacchetti, per un’inaspettata serie di eventi e coincidenze, mi sono ritrovato a Palazzo Ferrajoli, per chi conosce Roma è quello di fronte a Palazzo Chigi.


L’occasione era assistere ad una conferenza stampa per tracciare il bilancio di Immagine Italia, l’esposizione di arte contemporanea alla 21° Istanbul Art Fair, organizzata dal Centro per la promozione del Libro e dell’Arte Contemporanea (lo so, pare un mischiare mele con pere… però non sottilizziamo)


A dire il vero, più che per ascoltare i relatori, ero andato per ammirare gli interni del Palazzo…. E ne è valsa la pena… Affacciarsi dalle finestre ed essere a tu per tu con la colonna di Marco Aurelio, è un’emozione incredibile…
Arrivo in anticipo, per sfuggire al freddo. Mi accredito come redattore di Quaz Art e mi infilo in una sala di medie dimensioni, tutta stipata di sedie. Un commesso mi corre dietro, per consegnarmi la cartella stampa.


Comincio a scorrerla distrattamente… Sorrido a leggere i saluti di Giorgia Meloni, ancora definita Ministro della Gioventù… Sic transit gloria mundi… Sono passate poche settimane, eppure sembra una vita fa…
Poi cominciano le perplessità. Negli ultimi anni, ci sono state decine di artisti italiani che hanno collaborato con gallerie di Istanbul; ebbene, non mi sembra di vederne citato nessuno…

 

Perché nessuno ha pensato di coinvolgerli?


Noto inoltre che Sgarbi ha fatto scuola: nel padiglione dedicato all’Italia sono esposte 202 di 96 metri quadri. Capisco che lo spazio dedicato all’allestimento è 500 mq ed in qualche modo bisogna riempirlo, però sono perplesso dal principio del
“Più semo, mejo stamo”
Il problema non è nella qualità delle opere esposte, dalle foto proiettate ossessivamente e dai video, mi sembrano tutte di alta qualità, o nell’allestimento, ben fatto e non ossessivo, ma nella mancanza di un filo logico che unisca il tutto.
Per descrivere lo stato e le potenzialità dell’Arte Italiana, non serve accumulare il più possibile, perché così non si evidenziano le sue linee guida, ma le sue contraddizioni.
Serve il coraggio di scegliere e di rischiare, di prendere posizione e dividere il grano dal loglio…. E questo, purtroppo, non si fa con i grandi numeri.
Lentamente la sala si riempie. Per la maggior parte o sono amici dell’organizzatore o artisti che hanno partecipato all’evento.
Di giornalisti, io non mi considero tale, ne conto due o tre. Con una mezz’ora di ritardo, si comincia. Gli auguri di Buon Natale da parte di un principe romano. La proiezione delle diapositive: mi sembra di essere tornato ai tempi di Milano, quando mi toccava subire, in cambio di un pranzo a casa del mio amico Ugo, la proiezione di centinaia di foto delle sue vacanze.
Qualcuno sbadiglia. Si decide di far intervenire la rappresentante dell’ambasciata turca che, biasciate due parole di circostanza in inglese, se ne va via più di fretta che di paura. L’organizzatore della conferenza stampa, comincia a chiamare a caso gli artisti… L’atmosfera è la stessa delle interrogazioni a sorpresa a scuola.
Dietro , sento sussurrare un paio di
Speriamo che non tocchi a me
O
Dai che me la sono scampata
I fortunati a cui tocca parlare non vanno oltre un quanto è bella Istanbul, quanto mi sono divertito alla fiera, quanto sono accoglienti i turchi… Al massimo variano l’ordine delle frasi.
Una diretta telefonica dalla Turchia, in cui è coinvolta una qualche autorità locale e poi l’assalto ai panettoni.
Ne approfitto per defilarmi… E in una Roma trasfigurata dalle luminarie, mi tornano in mente le parole di una vecchia canzone di Guccini


Bisanzio è forse solo un simbolo insondabile, segreto e ambiguo come questa vita,
Bisanzio è un mito che non mi è consueto,
Bisanzio è un sogno che si fa incompleto,
Bisanzio forse non è mai esistita
e ancora ignoro e un' altra notte è andata,
Lucifero è già sorto, e si alza un po' di vento,
c'è freddo sulla torre o è l' età mia malata,
confondo vita e morte e non so chi è passata...
mi copro col mantello il capo e più non sento,
e mi addormento, mi addormento, mi addormento...

27/12/2011

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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