Le opere su Quaz Art, sono per la maggior parte tormentate e devono essere comprese

Arte Industriale

Qualche settimana fa, passeggiando per l’Esquilino, mi sono ritrovato per caso davanti ad una corniceria. Mentre spettegolo, l’occhio mi cade su un quadro, facendomi sobbalzare. Io lo conosco. E’ di un pittore abbastanza quotato e l’ho visto in una sua mostra, quando vivevo a Milano. Tutto mi posso aspettare, tranne di trovarlo in vendita lì.
Per curiosità, entro nella corniceria e guardo il prezzo. Lo stupore aumenta ancor di più. E’ circa cento euro, molto meno delle quotazioni di mercato del pittore. Parlo con il proprietario del negozio.


Mi dice che l’opera gliel’ha data un suo conoscente, che, a quanto pare, l’aveva ereditata da uno zio. Visto che non gli piaceva, piuttosto che conservarla, ha preferito venderla.
Sì, anche il corniciaio ha avuto la mia stessa impressione, ma mancando firma ed autentica, preferisce, anche per non aver problemi con l’artista e con i galleristi con cui questi collabora, venderla come riproduzione, pur ben fatta.


Sempre per non farmi i fatti miei, ho chiesto se potevo parlare con il suo amico. Lui mi ha detto che non c’era alcun problema e che se volevo lasciargli il mio numero di cellulare, mi avrebbe fatto contattare.


Dopo un paio d’ore, l’amico del corniciaio mi ha contattato, invitandomi per un caffè: entro nel suo appartamento, vicino San Giovanni e ho un colpo. Nel suo salotto ci sono altre “riproduzioni” di opere di quel pittore.


Chiacchieriamo ed il mio anfitrione mi conferma che le ha ricevute in eredità dallo zio, pensionato dell’Atac. Lo zio che non frequentava l’ambiente dell’arte né, per il reddito, poteva permettersi di far compere nelle gallerie, diceva di aver avuto le opere in regalo da un caro amico.


Insomma, il mistero era tutt’altro che chiarito…. E continuavo a rimurginarci, perso tra tanti boh, sino a che, qualche giorno fa, capito in locale vicino casa mia. Mentre ordino qualcosa da bere, mi trovo davanti agli occhi un paravento, sempre decorato con un qualcosa di simile a quanto creato dal suddetto pittore.


Dico simile, perché la tavolozza utilizzata è di gran lunga più chiara di quella dei suoi quadri. Per curiosità, aspettandomi anche questa volta una storia di eredità e zii pensionati, ne chiedo la provenienza. Invece, tra uno spritz ed un cuba libre, non solo scopro che è stato comprato in un laboratorio cinese nei pressi di Piazza Vittorio, ma il barista, convinto che anche io volessi far shopping, mi dice anche l’indirizzo, evidenziando che i prezzi sono molto, molto convenienti.


Così, sempre più curioso, approfitto di un paio di ore libere, per visitare questo misterioso laboratorio…. Busso alla porta, in quella che una volta era una rimessa di carrozze. Mi apre un cinese, di una trentina d’anni.
Buongiorno
Con un’espressione imbarazzata, gli dico che sono di Quaz Art e che volevo capire un poco di più dell’attività del suo laboratorio, per scriverci eventualmente un articolo. Mi sorride, dicendo che ogni tanto capita sul portale e mi invita ad entrare…

Lo seguo, intimorito, aspettandomi scene da grosso guaio a Chinatown o da film di John Woo… Invece mi trovo davanti uno stanzone silenzioso, con un tavolo lungo e stretto al centro ed ai lati tanti cavalletti, su cui dipingono concentrati ragazzi cinesi. L’età media è circa vent’anni. Ogni tanto si passano il quadro da un cavalletto all’altro.
Il mio anfitrione mi porta nel suo ufficio, arredato spartanamente, con mobili dell’Ikea. Mi offre del tè e tirandoli fuori da un frigo bar, dei sampietrini, i semifreddi di Fassi, quelli piccoli e squadrati, ricoperti di cioccolata.
Dopo i soliti convenevoli, comincia la nostra conversazione


Sì, siamo un laboratorio artigianale di pittura. La maggior parte della nostra produzione è costituita da quadri per mobilieri, marine, Madonne e qualche nudo. Poi c’è una parte, diretta al mercato cinese e dei paesi vicini, vendiamo qualcosa anche in India, ma poca roba, di quadri in stile occidentale
Le riproduzioni?
No, non riproduzioni, le chiamerei reinterpretazioni.
E perché?
Perché in Cina, decorare le pareti con opere esotiche, all’occidentale, è una moda, un simbolo che si è ricchi e di buona cultura. Però non tutti possono permettersele o perché non hanno contatti con gallerie che le trattano… Così noi soddisfiamo le loro richieste, rendendole accessibili a tutti.
Come scegli le opere?
Girando sui principali siti d’arte italiani. Capito anche su Quaz Art, come ti dicevo. Anche se avete ancora pochi artisti e non riproducibili
Perché?
Non è questione di qualità, che è alta… Mi scuso se hai capito il contrario.
Ma il problema è che mi devo rivolgere a dei clienti che vogliono quadri carini, ben eseguiti tecnicamente, che non turbino o li costringano a pensare troppo per capirne il significato. Le opere su Quaz Art, sono per la maggior parte tormentate e devono essere comprese. Quello che aver sul portale è troppo selettivo per il mio business non vanno bene
.
I migliori, dal mio punto di vista, sono ad iscrizione libera, con un gran numero di perché veramente ci trovi tanta tanta roba utile… Probabilmente per la legge dei grandi numeri.
Io ogni settimana scelgo le opere che secondo me hanno più possibilità di piacere in Cina, organizzo una specie di catalogo, tramite mailing list, in pratica spedisco ai clienti i jpeg dei quadri e raccolgo gli ordini, con le eventuale modifiche

Come modifiche?
Magari il quadro che ho scelto io ti piace, ma non ti può andare bene per l’arredamento oppure vorresti cambiare qualche particolare, magari aggiungere il viso di tua moglie, o nel panorama la tua casa, me lo scrivi ed io te lo faccio cambiare dai ragazzi
Usate il proiettore
Poche volte, quando ci richiedono dipinti di grandi dimensioni o tante versioni di uno stesso soggetto e dobbiamo fare in fretta. Di solito, ce la caviamo bene con un meccanismo a catena di montaggio. Ogni ragazzo è specializzato in un compito e quando lo finisce passa il quadro al suo collega. In questo modo, riusciamo anche a fare sette, otto quadri in dieci ore, tutti di piccolo formato
Come in una fabbrica
Siamo un laboratorio artigianale… Infatti, se vedi, sui quadri c’è il logo dell’azienda, non le firme dei ragazzi. D’altra parte, mica gli operai della Fiat firmano le Panda che costruiscono
Problemi legali?
Nessuno. Noi non falsifichiamo, non pretendiamo che i nostri prodotti si sostituiscano all’originale. Noi riproduciamo e ricreiamo, secondo le esigenze del mercato.
Un pittore che riproduce su tela una foto famosa, copia o plagia? Noi facciamo la stessa cosa: ricreiamo quadri, variando la tecnica e spesso modificandoli.
E nella confezione, nella descrizione che accompagna il prodotto, c’è sempre specificato che è ispirato da… o eseguito alla maniera di…


Mentre torno a casa, un pensiero disturbante.. Tra il laboratorio cinese e quelli di Koons o di Hirst, dove il titolare dell’impresa ha l’idea, spesso banale, ed utilizza tanti collaboratori anonimi per realizzarla, che differenza c’è, al di là del prezzo di mercato?

03/12/2011

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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