Adoro la fotografia, quella artistica o landscape o di reportage, quella che racconta. La guardo con gli stessi occhi con i quali guardo la

Intervista a Ivana Gullo

Qual è lo scopo della Pittura? Per alcuni è lo stupire o con il virtuosismo tecnico o con provocazioni più o meno calibrate. Strada semplice, che porta facilmente a ottenere applausi, ma deve confrontarsi con due nemici implacabili.

Il Tempo, che svuota ogni abilità e scandalo di significato, e la Natura Umana, pronta ad abituarsi a tutto. Ciò che provoca meraviglia o esecrazione, a poco a poco si limita a causare sbadigli.

Per altri, invece, la Pittura ha un compito ben più ampio e profondo: far riflettere l’Uomo sulla sua natura. Strada scomoda, sconnessa e complicata, spesso avara di soddisfazioni, perché preferiamo immaginarci migliori di ciò siamo e consideriamo un fastidio, non una risorsa chi invece dimostra il contrario.

Ivana Gullo appartiene alla seconda tipologia di artisti: i suoi acquerelli, misteriosi ed inquietanti, sono visioni del nostro essere e delle sue contraddizioni.

Visioni mai esplicite che utilizzano il linguaggio dell’enigma e del mistero, perché non parlano alla ragione, facilmente ingannabile, ma corde profonde del nostro istinto e del nostro cuore.

 

Ciao Ivana, come descriveresti ad un estraneo il tuo processo creativo?

In realtà è difficile descrivere le mie sensazioni durante la mia fase creativa ma cercherò attraverso piccoli flasback di rendere l’idea.

Guardando la tela o il foglio di lavoro, mi accorgo che qualcosa nella mia fantasia si sta muovendo e l’immagine all’improvviso mi appare chiara, ferma e decisa, aspetta soltanto di essere realizzata e quindi dipinta.

 

Spesso presa solo dalla voglia di fare non uso alcun pennello ma le mie mani o oggetti che trovo vicino a me per non perdere l’ispirazione del secondo.

La mia pittura si realizza proprio e solo in quel tempo e in quello spazio, non riprendo mai una mia creazione successivamente.

 

"Rimango sempre sorpresa nel sentire che i miei dipinti comunicano un'impressione di pace. In realtà nascono dal bisogno di sopportare la sofferenza come uno scudo, verso la triste realtà con cui ogni giorno dobbiamo confrontarci e sopravvivere".

 

Per questo sono una persona socievole allegra e dinamica. Dinamica perché non mi piace perdere del tempo e arricchire sempre le mie conoscenze, ma soprattutto gioiosa, perché mi piace cogliere la bellezza della vita anche nelle piccole cose e questo vive nella mia pittura.

 

A prescindere da quello che la mia “forma” nella mia pittura più suggerire: la tranquillità o soltanto l’estetica piacevole o un gradevole accostamento di colori può presentare, il mio bisogno principale è quello di fare emergere la forma, il soggetto, ciò che voglio rappresentare, quello che sta suggerendo il mio stato d’animo, nel mio interno, che sia il mio stato d’animo ect, ect.. Ma contiene sempre un significato nascosto, che solo io potrò leggere ed interpretare.

 

Serve a calmarmi a darmi sicurezza e a sprigionare tutta la mia forza interiore e quello che sento, quasi come uno sfogo. Per questo essa appare anche spesso solare e gioiosa.

 

Non mi importa molto di ciò che può leggervi lo spettatore osservando i miei dipinti ma voglio rappresentare quello che “rassicura” la mia anima. (Come in pedagogia, lo studio delle varie forme dei sensi vengono tendenzialmente ripetute dal bambino per rassicurarlo, Es: come la continua visione dello stesso cartone animato, o le sillabe del bimbo che pronuncia continuamente).

 

Proprio per questo motivo i miei “segni” (disegni) sono ripetizioni sempre più incisivi di linee essenziali che si susseguono senza cambiare direzione, e che graffiano il foglio, in uno schema ben delineato e ben preciso, una sorta di fare ordine, che sia anche “ordine mentale” scindere il bianco dal nero, cioè il segno dalla superficie stessa per esempio.

 

Il suono RASSICURANTE della grafite che graffia la carta. Ottimo esercizio di equilibrio. ;)

 

I miei ultimi lavori presentano un aggrovigliarsi di corpi, figure irriconoscibili che si arrotolano su se stessi. Si legano strettamente, come amanti che non vogliono più lasciarsi, stringendosi fino a farsi male. Il battito della vita, i fiori che danzando si uniscono e generano altri simili, ect ect.
Io descrivo il mio mondo. I mostri, i miei stati d’animo, quello a cui tengo e che è dolore per me. Le mie manie e i miei tristi ricordi.

 

Come ti rapporti con l'astrattismo storico?

L’Arte astratta nasce dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori.

Astrazione ed empatia”, dove l'arte viene interpretata in base all'intenzionalità dell'artista.

Un po’ si avvicina alla modalità della mia pittura, anche se non la definirei la mia una pittura vera e propria astratta. Non mi discosto mai così tanto. I soggetti ci sono, ma rappresentati a modo mio.

 

Che ne pensi di Mondrian?

Mondrian per esempio è un artista che adoro perché intrappola il colore in uno schema ben preciso e questo corrisponde anche al mio essere.

Volere intrappolare e quindi "avere il controllo su ogni cosa". Anche se questo suo schema compositivo mi suscita un po’ di fastidio visivo, se così si può dire. Ancor più preferisco Rothko e i suoi “quadrati geometrici".

Le sue suggestive masse di colore che tanto vogliono dire. Le forme sono sospese in un equilibrio precario, sempre sull'orlo della rottura. La violenza è l'humus dei suoi quadri e l'unico equilibrio possibile è quello precario che precede l'istante del disastro.

 

Mi piacciono le grandi campiture di colore, la SEMPLICITA’ e l’ESSENZIALITA’ nelle sue Opere, quello che più mi interessa nel mio disegno.

 

Il mondo è conoscibile o è puro caos?

Il mondo è puro caos. E’ impossibile comprendere quello che non conosciamo, ed il mondo quindi rimarrà per noi sempre un affascinante mistero che ci porta a fantasticare e a fare innumerevoli ipotesi su molte cose di cui non avremmo mai una giusta risposta alle nostre domande. È tutto un bel mistero.

 

Il tuo rapporto con la matematica?

Affascinante è per me la matematica, una sorta di regola assoluta che non può essere trasgredita, come la religione o la legge in genere. Delle linee guida essenziali per l’essere umano, senza di loro tutto porterebbe al caos. La matematica ci semplifica la vita ed è un grande mezzo a nostra disposizione.

 

Che ne pensi di Escher o di contamina la teoria del caos ed i frattali con la pittura o con l’arte digitale?

Le opere di Escher raramente non piacciono, sono dei meccanismi che stanno nella Nostra mente, delle “costruzioni impossibili” che incuriosiscono tutti Noi cercando quindi di dare una spiegazione logica ma impossibile. Sono molto affascinanti e nello stesso tempo inquietanti, Ci danno un senso di movimento verso l’infinito. Non vi è spazio. Tutto è incastrato verso l’infinito in una prospettiva che toglie il respiro perchè sconosciuta.


Non so fino a che punto possano essere considerati concetti originali appartenenti alla scienza con una forte componente matematica o filosofica; io darei più valore la seconda ipotesi.


Tutti noi abbiamo almeno una volta sognato un mondo del genere, senza gravità e in continuo movimento, potremmo quindi riconoscerla o perchè solo fa parte della nostra mente. Di una cosa sono convinta, che questo moto noi lo riconosciamo istintivamente, biologicamente direi.


In poche parole io lo adoro e non mi stancherei mai di osservare le sue genialità. I frattali, o elementi modulari che si ripetono… tutti noi siamo composti da essi, tutto il nostro pianeta e universo. Siamo noi.

 

Il tuo legame con l’espressionismo astratto e con Pollock?

Espressionismo astratto?..uhm.. direi di no!
I miei acquarelli non sono dati dal caso ma parzialmente controllati, mi illudo di poterli gestire, di potere gestire il moto dei fluidi.


Dipingendo creo prima una traccia d’acqua o “sostanza oleosa” sul foglio e il colore che getto dopo sopra la traccia, segue essa e scivola fino a coprire l’intera campitura umida e si mescola tra loro. I colori che uso sono dettati dal mio gusto estetico personale, non so se dettati da altro ma li scelgo accuratamente...Niente di anarchico.

 

Che ti spinge a sfidare la tela con il colore?

Come già detto nella prima domanda, è la pittura a sfidare me, l’immagine è già in mente, la tela mi osserva e io faccio, divento “strumento nelle sue mani”.

 

Perchè i tuoi quadri, almeno a me, sembrano ferite sanguinanti? O fuochi che bruciano nell'anima?

Esatto!!

Sono fuochi, finti abbellimenti. Parlano della bestialità che vi è nell’uomo, parlano di gelosia, possesso, creazione, sesso e di “selezione naturale”: una vera e giusta legge. ect ect..

 

Il tuo rapporto con la fotografia e con il disegno?

Adoro la fotografia, quella artistica o landscape o di reportage, quella che racconta. La guardo con gli stessi occhi con i quali guardo la mia pittura. Ne racconta le forme, i colori che si compongono. Quello che è di mio interesse è la geometria, le relazioni tra porzioni di campiture e lo spazio, il punto di vista, come fosse un dipinto con la sola differenza che tutto ciò è fantastico perché naturale.

 

Cogliere quello che a volte ci si perde perché presi da altro, o dalla velocità che non ti fa vedere molti particolari. E’ una bella (storia). Ect ect..

30/10/2011

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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