Non sento intorno a me grandi slanci avanguardisti anche perché ritengo che le avanguardie abbiano lasciato il posto al semplice mercato de

Intervista a Michelangelo Barbieri

Il 20 settembre 2011 si è aperta a Bologna, la prima edizione della manifestazione Sensidivini promossa dall’azienda TRD.

Ancora una volta i I binomi arte/vino e arte/food hanno giocato un ruolo importante unendosi in un sodalizio sensoriale all’interno di un viaggio emozionale tra vino, cibo e arte. Non è un caso che per l’inaugurazione di Abissi GhiacciatiMichelangelo Barbieri, sia stata scelta l’ex Ghiacciaia che per questa mostra è ritornata ad essere un luogo/rifugio e una dimora temporanea.

 

Antico ambiente, la Ghiacciaia, venne costruita nel cinquecento, poi inglobata durante l'erezione del Palazzo della Famiglia Maccaferri nel 1906. Di grande impatto storico i numerosi cunicoli che corrono intorno alla stanza principale, vennero scavati e usati come nascondiglio privato durante l'ultima guerra. In questo fresco tempio, dove, durante il secondo conflitto mondiale sostavano speranzose le persone, il rimando a quegli abissi marini in cui la paura dei bombardamenti gelava i cuori permette all’ arte di regnare sovrana.

 

Una flotta di barchette in Origami ci ha condotto attraverso i tortuosi corridoi, che custodiscono impressi nella struttura i ricordi della storia della città. Qui, dove si conservava il ghiaccio, dove la memoria e la temperatura facevano ancora venire la pelle d’oca, il colore del vino ha incontrato quello del rame, le mani infreddolite si sono avvicinate alle opere fino a sfiorarle, le stesse mani che poco prima avevano afferrato un freddo calice di nettare corposo. Ancora una volta l’incontro tra dionisiaco e apollineo, tra enogastronomia e cultura ha permesso all’uomo di concedersi attimi di evasione, abbandonandosi a viaggi mentali veicolati dal corpo e dalle sue emozioni, confluendo in un esperienza estetica ed estatica irripetibile e unica.

 

Trionfo dei sensi, peccato o virtù, la vista ha incontrato il gusto nel piacere di poter assaggiare del buon vino e accompagnarlo a semplici ma ricche pietanze per poter assaporare in completo appagamento ciò che gli occhi avevano precedentemente carpito. Cacciata dalla tradizione e dalla religione nell’abisso del proibito, la gola, si è ripresa una rivincita tornando a ragione a far parte del mondo dell’arte.

 

Michelangelo chi sei? Come ti descriveresti a un estraneo?

Trentatré anni da poco compiuti, alto e un po' sovra appeso; cioè appeso alle nuvole.

 

Perché crei? Cosa ti spinge a dar forma ai tuoi pensieri ed emozioni?

Creo perché non so fare altro.

L'impulso arriva dai colori di bambino.

La materia dalla terra che impastavo nello studio di mio padre (solo lui vero scultore).

Le emozioni arrivano da dentro e cerco solo di riprodurle, la maggior parte delle volte invano.

 

Cos’è l’Arte? Una ribellione a ciò che ci rende meno umani? Un sezionare i propri abissi?

Per me l'arte è quotidiano. Non mi ribello al mio interiore, se mai lo analizzo cercando di comprendere anche le piu' piccole sfumature.

 

Cos’è la bellezza per te? Qual è il suo ruolo nella Vita?

La bellezza è Natura e quindi fa parte della vita. Però è soggettiva e non tutti vedono e rispettano la bellezza e la Natura allo stesso modo.

Nella mia vita artistica bellezza e natura sono la stessa identica cosa. Mi piace lasciare ai materiali che uso il loro colore e il loro invecchiamento spontaneo perché penso che anche il tempo abbia un'importanza fondamentale per il processo che cerco di seguire.

 

Uno dei temi ricorrenti della tua scultura è la Nave. Una specchio del nostro vagare nel mondo?
Oppure un richiamo all’Arca, strumento per salvarci dal diluvio?

La Nave per me ricorre come simbolo del viaggio che ognuno di noi percorre nella propria vita, non per forza in mare ma piuttosto tra le nuvole. Lascio sempre intravedere al suo interno particolari di percorsi di vita o sogni mai vissuti, la simbologia è molto scarna, uno o al massimo due elementi, ma che per me hanno un senso fondamentale e chiarificatore.

 

Noi siamo inclini a stimare il bozzetto più della composizione, il frammento più della statua, l'aforisma più del trattato, il genio mancato e disgraziato ai grand'uomini olimpici e perfetti venerati dai professori. E’ una delle frasi dell’Introibo di Lacerba. Potrebbe essere considerata una descrizione del tuo lavoro?

Penso di si. Come ti dicevo prima per me contano molto i particolari e su quelli baso la centralità della mia opera.

Tento di racchiudere tutto il senso, per esempio nelle Navi, nel particolare che si trova al loro interno. Come nel tabernacolo non è importante, anche se ben forgiato o dorato o tempestato di diamanti, l'esterno, ma quello che si trova al suo interno.

 

Perché Origami? E’ un’immagine dell’Arte capace di dar forma e significato ad ogni cosa? Oppure un richiamo alla nostra fragilità?

Niente di tutto questo. L'origami è la prima forma tridimensionale che il mio dolce nonno mi ha insegnato e ho voluto elevarla a simbologia di una primordiale scultura infantile. La base della scultura di bambino, il momento in cui ho iniziato a lavorare con la terza dimensione. Quindi nel mio processo personale l'ho elevato a simbolo di me bambino che cerca di rimanere tale nel mare della vita.

 

La mostra Abissi Ghiacciati è realizzata in una location nonvtradizionale, la ghiacciaia di un grande albergo. Come mai questa scelta? Per generare richiami e suggestioni o per avvicinare un nuovo pubblico all’Arte?

La ghiacciaia mi è stata proposta da Simona e immediatamente ho avvertito una forte sensazione di sacro, come se al suo interno fossero stati conservati più ricordi e speranze che semplicemente ghiaccio o derrate alimentari. Il fatto che fosse stato rifugio dai bombardamenti mi ha fatto capire e sentire come quel luogo fosse pieno di emozione.

Ho voluto quindi inserire al suo interno un “faro di nuvole” che guida le emozioni e le protegge dalle frastagliate insidie e “liber-azione” che racconta il momento in cui ci si libera da un'oppressione, fisica o mentale, incominciando a vivere veramente.

 

L’Ultima poesia è la Morte. Che ne pensi di questa frase?

Non la ritengo vera del tutto. Penso che la poesia come la scultura, la pittura, ecc. sopravvivano alla morte.

 

Come mai la scelta di utilizzare materiali ecosostenibili nelle tue opere? Un richiamo alla poetica dell’Arte Povera ? Oppure il tentativo di ricostruire il rapporto tra Uomo e Natura?

Nessun richiamo all'arte povera, solo il tentativo di evocare nel legno, nel rame, nella pietra, la vera poesia che racchiude la Natura. Mi piace molto lasciare che sia il tempo a colorare le superfici, secondo un ritmo scandito con calma e pazienza.

 

In Italia è ancora possibile far nascere avanguardie?

Viviamo in una società che, malgrado grandi mezzi di comunicazione e infinite possibilità di scambio culturale, predispone ed esalta l'individualismo. Non sento intorno a me grandi slanci avanguardisti anche perché ritengo che le avanguardie abbiano lasciato il posto al semplice mercato dell'arte. Oggi penso che sia il mercato dell'arte che le crea, per un tornaconto economico, le avanguardie e non gli artisti per un bisogno espressivo.

 

Quale è il tuo metodo di lavoro? Da dove nasce la tua ispirazione? Come la rendi forma e sostanza?

Il mio metodo è l'osservare, guardo dentro di me quelle che sono le conseguenze dei quello che accade fuori da me. L'ispirazione al processo nasce dal mio passato rianalizzato e qualche volta compreso, per poi diventare simbologia dell'opera. I materiali dell'opera sono importanti perché rimandano calore o freddezza, colore o trasparenza a quelle mie emozioni che cerco di raccontare.

 

Se fossi stato il curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, come l’avresti impostato?

Non penso di essere all'altezza di risponderti. Lascio a chi di mestiere questo gravoso compito.

 

Che rapporti hai con l’Arte Digitale? Che ne pensi? Può essere la nuova frontiera dell’Arte? Come potrebbe evolversi?

Non la conosco molto. Come hai potuto intuire sono molto più manuale nel mio processo. Per quanto riguarda il diventare una nuova frontiera dell'arte penso lo sia già a giudicare dalle innumerevoli rappresentazioni e le molteplici applicazioni. Comunque io per ora rimango fedele alla mia cara matita e il duro scalpello.

 

Progetti per il Futuro? Ci potranno essere convergenze e dialoghi tra Immagine e Parola, Letteratura ed Arte?

I progetti per il futuro sono di continuare ad osservare e sopratutto osservarmi dentro rimanendo consapevole dei limiti e certo di poterli superare col tempo.

Il dialogo è sempre stato aperto e penso che senza parola non c'è immagine e viceversa. Stesso è il discorso tra letteratura ed arte. Sono molteplici gli esempi in cui l'arte prende spunto dalla letteratura, per esempio l'arte cinematografica, e in qualche caso la letteratura coglie sfumature artistiche e lavora su di esse idolatrandole o distruggendole.

 

Don Chisciotte, simbolo dell’uomo che non rinuncia al proprio sogno, è specchio dell’essere artisti e oggi?

Penso che Don Chisciotte sia lo specchio dell'anima dell'artista puro, illuso ma di sani principi, burbero ma delicato nel suo sogno di bambino, con il grande bisogno di essere capito anche se non sa spiegare il suo vivere.

 

Meglio che investigare se son mulini o giganti quelli che ci appaiono paurosi e malvagi, è seguire la voce del cuore e assaltarli, ché ogni generoso slancio trascende il sogno della vita. Dalle nostre azioni e non dalle nostre contemplazioni trarremo saggezza. E’ una frase di Miguel de Unamuno. Può essere immagine di ciò che è Michelangelo Barbieri?

Penso di si, anche perchè l'agire diventa strumento per capire cosa ha mosso il cuore nel farlo fare.

12/10/2011

Simona Gavioli

Artisti in Evidenza

Iscrivendoti alla nostra newsletter tutte le novità ti verranno notificate via e-mail

+ Servizio di Newsletter

Iscrizione Cancellazione

ULTIME IMMAGINI CARICATE

quaz-art portale d'arte d'avanguardia italiano, artisti digitali fotografia sperimentale, surrealismo in arte digitale articoli e critiche relative all'arte moderna contemporanea recensioni sul mondo dell'arte digitale italiana arte surrealismo ispirazione surrealismo fotografico fotomanipolazione digitale, fotoritocchi arte processi creativi computer grafica design computer grafica italia arti grafiche arte moderna, pittura d'avanguardia pittura digitale fotografia quaz-art: arte sperimentale galleria virtuale arte digitale

L'Avanguardia Futurismo Surrealismo Arte Digitale Pittura Digitale Matte-painting Arte Generativa Cos'è l'arte digitale?

Il browser da te utilizzato non rispetta gli standard di sicurezza necessari per navigare questo sito. Per la nostra (e la tua) incolumità ti consigliamo di navigare utilizzando un browser più recente:

 

» Scarica l'ultima versione di Google Chrome

» Scarica l'ultima versione di Firefox

Per motivi di sicurezza non è possibile navigare questo sito senza l'ausilio di Javascript; che tu stia utilizzando un dispositivo di tipo mobile o desktop ti consigliamo di spuntare la voce relativa dalle impostazioni di navigazione.