Per me la fotografia e’ malattia e terapia, essenza e superficialita’, fantasia e disincanto ovvero un ossimoro che mi permette di mettere a

Intervista a Marco Besana

Nonostante abbia avuto la fortuna di collaborare con Marco, mi risulta difficile parlare di lui.

Non perché sia un musone o di poche parole. Anzi, posso dire che è una persona squisita e di grande disponibilità.

E che qualsiasi frase, dinanzi al mistero ed all’inquietudine delle sue fotografie, rischia di apparire scontato….

 

Ciao Marco chi sei? Come ti descriveresti a un estraneo?

Sono un uomo che odia le banalità

 

Perché crei? Cosa ti spinge a dar forma ai tuoi pensieri ed emozioni?

Creo perché mi sa dare una dimensione

 

Da poco sei diventato papà… Ci sono parole che possono descrivere questa emozione?

Sono una serie di sensazioni difficilmente descrivibili che in poche settimane hanno spostato il fulcro della mia vita, in modo del tutto naturale, su mio figlio.

 

Cos’è l’Arte? Una ribellione a ciò che ci rende meno umani? Un sezionare i propri abissi? La consapevolezza del tragico che ci accompagna ogni giorno? O reinvenzione della realtà?

L’arte mi permette di guardarmi dentro, di scavare nella mia essenza, anche la più perturbata ma anche di rendermi felice con le sue bellezze.

 

Cos’è la Bellezza per te? Qual è il suo ruolo nella Vita?

La bellezza è l’unico valore oggettivo al mondo. Il ruolo che ha nella vita è di renderla piacevole.

 

Cos’è la macchina fotografica? Prolungamento dell'occhio o un bisturi per sezionare la realtà?

La macchina fotografica è un mezzo che mi aiuta a fermare il tempo quando io lo desidero.

 

Ha ragione Cartier Bresson, quando definisce la fotografia cogliere il momento decisivo, ossia “il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento così come della precisa organizzazione delle forme che danno a quell'evento la sua propria espressione"?

Riconosco che Bresson sia stato un maestro, forse il maestro del XX secolo ma nel XXI la fotografia è altro, in quotidiana evoluzione e trasformazione.

 

La fotografa giapponese Lieko Shiga così definisce la sua fotografia "Fare fotografie non è come sparare, al contrario è come essere colpiti. Io sono colpita e l’intera sequenza della mia vita è resuscitata nella fotografia. La fotografia è rimettere in scena il tempo eterno e la vita eterna". Lo stesso vale per te?

Per me la fotografia e’ malattia e terapia, essenza e superficialita’, fantasia e disincanto ovvero un ossimoro che mi permette di mettere a fuoco l’esistenza

 

Ti definiresti un fotografo concettuale?

Anche. Saper rendere un’immagine concettuale è una delle sensazioni professionalmente più appaganti perché cerco di trovare dell’ironia provocatoria in questi scatti.

 

Che ne pensi dell’uso di Photoshop per modificare gli scatti? Un arricchimento dell’immagine e del significato o un suo tradimento?

Credo che Photoshop sia un ottimo strumento purchè non se ne abusi. Io lo uso per pochissime funzioni. Cerco di fare un buono scatto on camera che mi richieda minimi aggiustamenti di post produzione

 

In questa società, in cui il potere nasce dal controllo dei media, esiste ancora il libero arbitrio?

Orson Wells in “Quarto potere”, 70 anni fa aveva già previsto tutto.

Oggi i media condizionano i pareri e i poteri ma sta a noi crearci una personalità che sappia discernere.

Gli strumenti non mancano e tra questi c’è anche l’arte.

 

Quale è il tuo metodo di lavoro? Da dove nasce la tua ispirazione? Come la rendi forma e sostanza?

Ho due modi di lavorare: il primo è progettuale ovvero studio un idea che poi realizzo in mesi di scatti come per esempio “altered ego” , “DDT” o “schizophrenia” tutti realizzati in studio. Il secondo è on the road, quindi scatti estemporanei che raggruppo senza un vero filo logico ma che ciascuno ha una sua storia e identità, come quelli che ho pubblicato qui su QUAZ-ART

 

Che racconti nella tua serie di foto This is not a pola? E in DDT?

This is not a pola” è un titolo provocatorio. Come Magritte nego un’evidenza che in questo caso però è vera. Oggi con i mezzi tecnologici che nascono quotidianamente per trasformare uno scatto fotografico in qualsiasi cosa (vedi funzioni di I Phone) la Polaroid sembra una macchina vetusta eppure a me attrae sempre come alcune signore di mezza età che hanno quel fascino che alle giovani sembra sconosciuto. Io non faccio altro che dare savoir faire a queste ragazze.

DDT (dentro di testa) invece è una progetto di autoscatti estremamente divertente che prende spunto da alcune opere di mia cugina pittrice Vania Elettra Tam. In quel periodo ero single e non ho fatto altro che raccontare la mia vita ironicamente attraverso una serie di fotografie un po’ fuori di testa…solo che io ero dentro! E’ stato un gioco che mi ha portato ad avere ottimi consensi di critica e pubblico, anche all’estero.

 

SCHIZOPHRENIA è lo scoprire il dolore di vivere che nascondiamo dietro le nostre corazze?

E’ stato il progetto fotografico più complesso e sofferto affrontato finora. Come quasi tutti gli artisti utilizzo la mia arte come terapia. In quel periodo avevo la necessità di esternare alcune paure, debolezze che mi perseguitavano. Avevo l’esigenza di capire quale fosse la giusta condotta nella mia vita. Ho realizzato a questo proposito una serie di dittici in contrapposizione e molto crudi, di modo che avessi di fronte a me le due soluzioni estreme. Non dico che una delle due fosse corretta ma potevano aiutarmi a mettere a fuoco. Ricordo che la modella e il sottoscritto, alla fine della sessione durata cinque ore senza pausa, eravamo sfiniti.

 

I tuoi paesaggi urbani trasfigurano la materia o rappresentano incubi kafkiani?

I miei paesaggi urbani appartengono alla mia passione per l’architettura.

 

Con che criteri rappresenti i tuoi amici artisti, nel ciclo a loro dedicato?

In modo del tutto naturale e rispettoso, come un’ape attingo nettare d’arte da questi fiori sperando un giorno di fare del buon miele.

 

La tua foto più bella? E quella di un altro fotografo che avresti voluto scattare tu?

La mia foto più bella è quella che devo ancora fare. Quella che avrei voluto fare ce ne sono a migliaia.

 

Progetti per il Futuro?

Molte idee in cantiere tra cui anche una fotografia più antropologica e meno concettuale che sappia colpire il visitatore per contenuti sociali e che riesca a farlo riflettere. Sto iniziando a pensare anche a dei video.

 

Don Chisciotte, simbolo dell’uomo che non rinuncia al proprio sogno, è specchio dell’essere artisti oggi?

Credo di sì. Sognare fa parte dell’essere artista anche se oggi la ricerca immediata del successo e quindi del denaro spesso prevarica quella genuinità fanciullesca che ogni artista dovrebbe sempre conservare.

12/10/2011

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

Artisti in Evidenza

Iscrivendoti alla nostra newsletter tutte le novità ti verranno notificate via e-mail

+ Servizio di Newsletter

Iscrizione Cancellazione

ULTIME IMMAGINI CARICATE

quaz-art: un progetto di militarizzazione artistica tutto italiano grafica e arte digitale pittura illustrazione e fotografia fotografia sperimentale, surrealismo in fotografia surrealismo ispirazione surrealismo fotografico ritocchi fotografici reflex fotografia set fotografici fotorealismo in arte digitale, arte digitale tecniche disegno raster e vettoriale computer grafica italia arti grafiche artisti moderni quaz-art arte moderna italiana - CG arte digitale italiana -cg arte digitale cg arte sperimentale

L'Avanguardia Futurismo Surrealismo Arte Digitale Pittura Digitale Matte-painting Arte Generativa Cos'è l'arte digitale?

Il browser da te utilizzato non rispetta gli standard di sicurezza necessari per navigare questo sito. Per la nostra (e la tua) incolumità ti consigliamo di navigare utilizzando un browser più recente:

 

» Scarica l'ultima versione di Google Chrome

» Scarica l'ultima versione di Firefox

Per motivi di sicurezza non è possibile navigare questo sito senza l'ausilio di Javascript; che tu stia utilizzando un dispositivo di tipo mobile o desktop ti consigliamo di spuntare la voce relativa dalle impostazioni di navigazione.