Bisogna essere intelligenti, furbi. E cercare di imporre il proprio pensiero non isolandosi mai, cercando di accettare in parte i meccanismi

Intervista a Valentina Majer

Ho conosciuto Valentina su un portale d’arte, al quale collaboravamo entrambi, e su cui non scrivo da parecchio, soprattutto per pigrizia e mancanza di tempo.

All’inizio ne apprezzavo gli articoli che ci aggiornavano sulle diverse novità artistiche d’Italia; poi per puro caso, ne ho scoperto le opere, che sin dal primo istante mi hanno colpito ed affascinato.

 

Ho avuto la fortuna di collaborare con le in una mostra: Valentina ha presentato un’installazione che tutti, da artisti titolati al vecchietto del Centro Anziani hanno definito poetica. La risposta a tutti coloro che dibattono tra Figurazione e Concettuale: le opere d’arte possono essere soltanto belle o brutte. Il resto è onanismo mentale.

 

Ciao Valentina chi sei? Come ti descriveresti a un estraneo?

Ciao Alessio. Sono un artista prima di tutto ed ho studiato per diventare storico dell`arte.

Sono una persona un po` misteriosa senza volerlo, talvolta inafferrabile, contemplativa e inquieta interiormente, dotata di una fervida immaginazione, e dalla continua voglia di migliorarsi e dare un significato a ciò che faccio.

 

Perché crei? Cosa ti spinge a dar forma ai tuoi pensieri ed emozioni?

La creatività significa per me una continua scoperta, è una crescita, ogni opera che faccio è parte di un percorso, come lo sono le esperienze della vita.

Creo perché lo sento necessario, è in me.


"Noi siamo inclini a stimare il bozzetto più della composizione, il frammento più della statua, l'aforisma più del trattato, il genio mancato e disgraziato ai grand'uomini olimpici e perfetti venerati dai professori". E’ una delle frasi dell’Introibo di Lacerba. Potrebbe essere considerata una descrizione del tuo lavoro? Il frammento è la reliquia che sopravvive alla Tragedia della Storia, sintesi di infinite vite?

Il mio lavoro in effetti si basa sul “frammento” sull`idea che ciò che è abbandonato, ciò che è mancante dica di piu` di ciò che appare agli occhi compiuto. Siamo ovunque circondati dalle tracce della nostra storia e questo mi affascina.

 

Cos’è l’Arte? Una ribellione a ciò che ci rende meno umani? Un sezionare i propri abissi? La consapevolezza del tragico che ci accompagna ogni giorno? O reinvenzione della realtà?

Penso che l'arte sia qualcosa che è stato dato all`uomo per nobilitare la sua esistenza. E ciò che sicuramente ci rende unici in quanto l`arte non è razionale, ma è intuizione, è qualcosa di divino, è ciò che capovolge completamente i nostri schemi, le nostre convinzioni logiche e ci aiuta a vivere in modo diverso, perseguendo la nostra unicità.

 

Cos’è la Bellezza per te? Qual è il suo ruolo nella Vita?

Anche la bellezza è una ricerca perché in effetti i miei canoni estetici cambiano continuamente. In generale penso che sia nell`armonia, mi affascina l`armonia nelle forme, nei colori, il senso di appagamento che si ha di fronte a qualcosa che rappresenti eleganza, ma come dicevo tutto muta continuamente e in fondo è bello ciò che è veramente sincero, che comunica.

 

In Italia possono ancora nascere avanguardie?

Oggi penso sia piu` difficile creare dei gruppi, i gruppi sono su internet, l`arte in effetti è disgregata in molte forme non ben definite.

 

Quanto della street art vive nei tuoi lavori?

La street art, o se vogliamo la strada, la periferia, l`ambiente urbano mi hanno ispirato enormemente. L'arte di Basquiat mi passò da parte a parte e mi diede l`impulso per un vero cambiamento, per delle opere che avessero forza e comunicatività. E un artista straordinario.

Ma in genere osservare anche i semplici muri scrostati dietro un ponte, le forme alienanti delle industrie in lontananza, i graffiti, tutto ciò mi ha ispirato moltissimo.

Mi trasmettono quel senso di malinconia, di mancanza, di desiderio inappagato che sento nella società odierna, che sembra al contrario avere tutto.

 

'Le cose si dissociano; il centro non può reggere.
E la pura anarchia si rovescia sul mondo
'

 

E' un brano del Secondo Avvento di Yeats. Quanto questi versi possono descrivere la realtà contemporanea? La tua Arte come si confronta con il rapporto tra Caos e Kosmos?

Non mi propongo aspirazioni cosi grandi, non ho l`immodestia di pensare che la mia arte possa prefigurare qualcosa di universale, mi sento vicino a molti artisti che come me sentono e vogliono dare una visione piu` positiva della realtà, non sono apocalittica, amo semmai costruire. Bisogna riscoprire la propria unicità, è quello che ci rende felici e utili, non l` uniformarsi agli altri.

 

Il tuo rapporto con la materia… L’Artista è un demiurgo capace di dare significato alle cose più umili? Il tuo interesse per i materiali umili deriva da Burri e dell’Arte Povera o dall’esperienza americana della Pop Art e di Rauschenberg?

Nella tua domanda c`è la risposta. L`idea di nobilitare le cose umili mi da` fascino e gioia. Lo sento come naturale e sin da piccola i miei giochi preferiti erano con le cose trovate, bastoni sabbie, ferri vecchi, pietre, a cui davo nuova vita. Poi trovarmi di fronte ai maestri che tu hai citato mi ha indirizzato verso la tecnica che oggi uso per i miei quadri.

Burri mi sorprende per il senso rinascimentale dello spazio che ha, per la pulizia delle forme, mentre Rauschenberg per l`energia che mette nel rivisitare la materia.

Anche Piero Manzoni e Fontana sono stati dei punti di riferimento.

 

Ti definiresti un’artista concettuale?

Nelle installazioni il racconto, l`esperienza di vita generano l`opera. Non per i miei dipinti.

 

Chi fa pittura tradizionale, spesso accusa di incomprensibilità, se non di cose peggiori, chi realizza installazioni. Tu che con Mi fermerò dove nascono le rose hai saputo parlare al cuore dell’Uomo comune, come ribatti a tale accusa?

Ti ringrazio molto di questa affermazione. Dico che infatti Mi fermerò dove nascono le rose è nata da una esperienza vissuta sentita che si è sposata perfettamente con il tema della mostra “Il Viandante e la sua ombra” che tu hai curato, proprio perché vedo la vita come un viaggio simbolico e fisico.

Penso che l`artista non possa separare la sua opera dalla vita che è una fonte inesauribile di domande e risposte.

 

Il sonno della ragione genera mostri o percezioni più ampie del Reale?

La mediocrità, l`omologarsi agli altri mi fa paura.

 

In questa società, in cui il potere nasce dal controllo dei media, esiste ancora il libero arbitrio?

Bisogna essere intelligenti, furbi. E cercare di imporre il proprio pensiero non isolandosi mai, cercando di accettare in parte i meccanismi della società di oggi.

 

Quale è il tuo metodo di lavoro? Da dove nasce la tua ispirazione? Come la rendi forma e sostanza?

Il ballo, latini e standard, che pratico e la musica mi ispirano fortemente. Mi ispirano gli altri artisti materici, o semplicemente quando vado al mercato e nelle bancarelle individuo le stoffe giuste per i miei quadri, sento che è il momento di farne uno, non penso si debba produrre troppo, voglio che ciò che faccio sia sincero.

Compro molti libri, di design e architettura ultimamente, mi piace l`architettura e il design ecosostenibile, mi piacciono i giardini zen per la naturale disposizione delle pietre e il senso di respiro. Non penso che la tecnologia sia in opposizione all`amore per la natura, al contrario ammiro gli edifici che con le loro linee precise in vetro o acciaio si inseriscono nel paesaggio naturale.

 

Come è nata la mostra Segni Diversi che si inaugurerà sabato 29 ottobre ore 18, presso la Torretta Valadier a Ponte Milvio (ovviamente a Roma)? Quale è il filo conduttore che lega Valentina Majer a Gabriele Miro e Stefania Vassura?

Ho sempre amato la fotografia perché un tempo facevo molti nudi a carboncino e guardavo i fotografi come Edward Weston ad esempio. Mi piacevano i ritratti di Dorothea Lange o le foto di guerra. Miro e Stefania hanno realizzato foto dell`ambiente periferico urbano, anche di muri con i graffiti, cercando il bello in ambienti degradati o solitari e questo è stato il legame..

 

Segni Diversi è un tributo ad Alda Merini. Come fai dialogare le tue opere con i suoi versi? In generale quale è il tuo legame con la poesia?

Rispondo con le parole di Miro Gabriele:

"Il tributo ad Alda Merini, vuole essere un omaggio alla “parola”, in particolare quella poetica, altro “segno” essenziale, insieme all’immagine, per l’interpretazione del mondo. Nella poetica della Merini si ritrovano comuni caratteristiche di originalità e di visione anticonvenzionale della realtà. Segni diVersi per leggere il tempo."

 

Che rapporti hai con l’Arte Digitale? Che ne pensi? Può essere la nuova frontiera dell’Arte? Come potrebbe evolversi?

L`arte digitale è un affinamento dell`arte fotografica e senz`altro diventerà sempre piu` importante. Mi piacciono le opere del giapponese Jhon Hathaway, i manga in 3d, credo sara` questa la nuova frontiera, l`arte digitale in 3d.

 

Progetti per il Futuro, oltre la mostra di Ottobre?

Continuerò ad occuparmi di riciclo creativo e a fare in modo che i miei quadri si avvicino ai progetti di chi lotta per il rispetto dell`ambiente, come per l`ultimo progetto di Salerno in Arte, Acquapura, che prevede per tutto l`anno una serie di mostre itineranti, la prossima sara` a Rimini in novembre.

 

Tu e i libri d’artista…. Che ne pensi di questa forma d’arte?

Credo che questa forma d`arte stia prendendo la via delle installazioni perché non vedo piu` i libri fine a se stessi, ma parte di una immagine piu` ampia, ultimamente ho fatto uso di sabbie edili e legni. Li usero` se avro` l`occasione di raccontare qualcosa con una immagine di “natura morta” come quella volta con te.

 

Don Chisciotte, simbolo dell’uomo che non rinuncia al proprio sogno, è specchio dell’essere artisti oggi?

No non bisogna sentirsi cosi, dei frustrati, degli emarginati. Quella dell`artista scapigliato è stata una moda, bisogna essere parte del proprio tempo, per questo insisto sullo scopo che hanno i miei quadri, non voglio essere un lottatore solitario.

 

"Meglio che investigare se son mulini o giganti quelli che ci appaiono paurosi e malvagi, è seguire la voce del cuore e assaltarli, ché ogni generoso slancio trascende il sogno della vita. Dalle nostre azioni e non dalle nostre contemplazioni trarremo saggezza".

E’ una frase di Miguel de Unamuno. Può essere immagine di ciò che è Valentina Majer?

Molto giusto, si è ciò che si fa. E si è importanti se lo si è per qualcuno.

12/10/2011

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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