La luce è un efficace mezzo per creare la struttura della realtà, una potente arma che permette all'artista di rendere la sua visione del mo

Grande è la città

Fino a metà Ottocento, il ruolo dell'ambiente urbano nella rappresentazione artistica era complementare a quello della figura umana: un artificio retorico per ampliare il discorso veicolato dal vero protagonista, la figura umana.

 

Discorso che poteva vertere su tre possibili messaggi: il primo, che nasce dall'esperienza dell'Umanismo italiano,figlio della scolastica e dell'ellenismo bizantino ed ereditato dalla scienza moderna, riguardava la razionalità del Cosmo. Lo spazio urbano, con le sue prospettive e le sue relazioni, crea un'immagine del Mondo comprensibile e misurabile, capace di affermare l'equilibrio tra Micro Cosmo e Macro Cosmo.

 

Il secondo, diffuso nelle Fiandre ed ispirato alla mistica di Mastro Eckhart e seguaci, implicava la descrizione del dato ottico come misura della complessità della vita, specchio degli infiniti attributi del Divino, immanente al Mondo. Come diceva Eckhart

 

Se per questa ragione io sono cambiato in Dio, lui mi rende uno con se stesso, allora, grazie al Dio vivo, non c'è alcuna differenza tra noi... Alcuni immaginano di andare a vedere Dio come se Lui stesse laggiù, e loro qui, ma non è così. Dio e io siamo uno. Conoscendo Dio, io lo porto in me. Amando Dio, io lo penetro.

 

Il terzo, contestuale al Barocco, è la dimostrazione che tutto può illusione e teatro: ciò che chiamiamo Reale, le strade, le facciate, non possono essere nient'altro che inganni dei sensi e della mente, da cui astrarre, per perdersi nel Divino.

 

Questo approccio si modifica completamente con la Rivoluzione Industriale. Con l'urbanizzazione di massa e la borghesizzazione della cultura, la città, da sfondo diviene protagonista della rappresentazione.

 

Rappresentazione che a cominciare dall'Impressionismo è condizionata da un'ambiguità faustiana: da una parte la città è temuta, simbolo del caos e della forza distruttrice dell'Uomo, dall'altra è esaltata, come esempio della Teknè di donare forma al Mondo.

 

Il Novecento porta all'eccesso tale dualità. Ci sono i futuristi, con le loro idee, poi riprese dalle prassi architettoniche americane, con l'esaltazione di prospettive e panorami urbani ancora da realizzare e della bellezza transitoria, con la mitologia di un progresso chiamato a demolire il mondo e a ridefinirlo in modo effimero. La città diviene così entità viva e cangiante, specchio della rivoluzione estetica ed antropologica che Marinetti sognava di realizzare.

 

L'uomo nuovo come animale meccanico ed urbano, descritto nei dipinti di Depero. Vi è Léger, con la sua rappresentazione della modernità colorata, allegra, vitale.

 

E vi sono Sironi e Hopper. L'italiano esplora l'anima e i colori delle periferie, la loro solitudine e decadenza che si riflette nell'anima di chi le abita L'utopia che sfuma in tristezza, in cui regna la malinconia ed il timore per il futuro, in cui l'Essere si dissolverà nel nulla.

 

Se Sironi utilizza colori cupi, l'equivalente della metrica di Eliot in Waste Land,

 

Unreal City,
Under the brown fog of a winter dawn,
A crowd flowed over London Bridge, so many,
I had not thought death had undone so many.
Sighs, short and infrequent, were exhaled,
And each man fixed his eyes before his feet.
Flowed up the hill and down King William Street,
To where Saint Mary Woolnoth kept the hours
With a dead sound on the final stroke of nine..

 

Hopper utilizza una strada totalmente differente, con il predominio della luce. Così scriveva il pittore

 

La luce è un efficace mezzo per creare la struttura della realtà, una potente arma che permette all'artista di rendere la sua visione del mondo

 

Per Hopper, come per Caravaggio, la definizione di realismo è falsa. Entrambi falsano le prospettive, usano la pittura come una spada per tagliare le forme ed evidenziare il Mistero.

 

Ma se Caravaggio, figlio del Barocco, si interroga sul dramma di Credere, Hopper, nato nella Modernità, non trova risposte sul Peso del Vivere.

 

I suoi paesaggi urbani sono storie oblique e congelate, figlie del silenzio, in cui nonostante la mancanza di certezze su cui fondare l'Essere, gli uomini, come in un romanzo di Cormac McCarthy, stringono i denti e continuano ad andare avanti.

 

E tutto questo dibattito vive nella contemporaneità. Nelle opere apocalittiche di Tom Porta, con le sue città abbandonata degli uomini, livide e silenziose, in cui una Natura implacabile amministra la giustizia di un Dio severo, nemico d'ogni misericordia.

 

O negli artisti che partecipano alla mostra Città Aperta, tenuta nella galleria Spazio 120 in via Giulia.

 

Ad esempio, Valerio Giacone che rilancia il ruolo demiurgico dell'Arte, capace di ridar vita e forma al caos e al fatiscente. L'espressionistico dissolversi in ombre e parvenze, simili ai versi di Ungaretti, dei quadri di Giulia Spernazza.

 

La città disconnessa, in cui trionfano i non luoghi, metafora della solitudine che può essere riscattata dall'Arte, raccontata da Sabrina Ortolani. La realtà tragica e ruvida che graffia l'anima, descritta nei quadri di Arianna Matta.

22/09/2011

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

Artisti in Evidenza

Iscrivendoti alla nostra newsletter tutte le novità ti verranno notificate via e-mail

+ Servizio di Newsletter

Iscrizione Cancellazione

ULTIME IMMAGINI CARICATE

strumenti digitali foto-illustrativi matte-painting e computer grafica quaz-art il nuovo portale dedicato all'arte d'avanguardia surrealismo fotografico, arte moderna contemporanea artisti su quaz-art: surrealismo in arte digitale fotografia sperimentale, pittura digitale strumenti digitali foto-illustrativi matte-painting processi creativi computer grafica design computer grafica italia arti grafiche strutturalismo e modernismo, arte italiana fotografia sperimentale pittura surrealista arte contemporanea fonti di ispirazione

L'Avanguardia Futurismo Surrealismo Arte Digitale Pittura Digitale Matte-painting Arte Generativa Cos'è l'arte digitale?

Il browser da te utilizzato non rispetta gli standard di sicurezza necessari per navigare questo sito. Per la nostra (e la tua) incolumità ti consigliamo di navigare utilizzando un browser più recente:

 

» Scarica l'ultima versione di Google Chrome

» Scarica l'ultima versione di Firefox

Per motivi di sicurezza non è possibile navigare questo sito senza l'ausilio di Javascript; che tu stia utilizzando un dispositivo di tipo mobile o desktop ti consigliamo di spuntare la voce relativa dalle impostazioni di navigazione.