Unruly Media: Fotografi e cameraman immortaleranno l’allestimento delle installazioni in tutte le città, grandi mani

Le Grandi Mani

Installazioni misteriose - post sponsorizzato

Nei giorni antichi, in Irlanda abitava un popolo di maghi e guerrieri: i Túatha Dé Danann, guidati
da Lúg Sámildanach, colui che era esperto in ogni possibile arte.

 

Quattro tesori custodivano i Túatha Dé Danann, che portarono con sé in Irlanda dalle isole boreali
dove erano nati ed avevano ricevuto l'istruzione nelle discipline druidiche e nella conoscenza.

Erano la spada di Núada che rendeva invincibile colui che la impugnava.

 

La lancia di Lúg che mai falliva il bersaglio. Il calderone del Dagda, capace di sfamare un numero illimitato di persone senza svuotarsi mai. La Lía Fáil, la Pietra del Destino, che gridava quando calpestata da un
legittimo Re.

 

Mantennero il regno per molto tempo, finché non giunsero dall'Iberia i Figli di Míl, gli antenati dei
Gael, il cui freddo acciaio vinse gli incantesimi. Così i Túatha Dé Danann fuggirono dalla luce per
nascondersi nelle colline e nelle caverne, promettendo un giorno di tornare e di riprendersi ciò che
gli fu sottratto.

 

Così come tra le radici della Terra, dorme ad Agarthi, il re del mondo. Quando si sveglierà, sorgerà
dall'abisso, per metter fine alla Kali Yuga, l'età oscura, restaurando la giustizia.

Immagino quei giorni. La terra tremerà. Crolleranno palazzi e si apriranno burroni nelle strade e
nelle piazze.

 

Ed immense mani sorgeranno dalla Terra, arrancando sino al cielo. E' quello che sta accadendo
nelle principali metropoli d'Europa. Da Londra a Varsavia, da Stoccolma a Milano.

Monumenti muti e alteri che ci schiacciano nella nostra piccolezza. Che indicheranno? Il ritorno di
antichi terrori? Il Ragnarok in cui

 

Liete si apprestano a combattere le Forze del Male e già calpestano il Ponte che adduce ai Troni
degli Dèi

 

In cui Surtr darà fuoco al mondo con la sua spada fiammeggiante? Finirà in rovina una civiltà
decadente e l'Arcaico prenderà il posto di un Moderno senza memoria e radici?

Oppure sono simboli di speranza, antesignani della Risurrezione dei morti al suono della tromba del possente Uriel, angelo della morte?

 

O il nulla? Le guarderemo con emozione, come in Aspettando i barbari di Kavafis… E poi..

 

S'è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.
Taluni sono giunti dai confini,
han detto che di barbari non ce ne sono più.

E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?
Era una soluzione, quella gente.

21/09/2011

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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