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Figlia d’arte, grazie al padre scultore, incisore e miniaturista, intraprende il suo viaggio nel mondo delle arti visive. Sin dai primi passi artistici, una istintiva vocazione figurativa motiva la scelta degli studi specialistici: si diploma all’Istituto d’Arte Palizzi di Napoli ed è allieva dello scultore Lelio Gelli e del pittore Enrico Cajati. Numerose sono le sue mostre sia collettive che personali. Le sue opere sono state esposte a Copenaghen, Berlino, Berna, Londra e, con il ciclo "Mediterranean", all' "International Boat Show" di Qingdao (Cina); ha collaborato con la Domus Artis Gallery (in esclusiva dal 2009 al 2011, con sede Napoli, Londra); è stata ospite ad Arte Padova e Arte Genova raccogliendo consenso di pubblico e catturando l’attenzione e l’interesse di numerosi collezionisti nazionali ed internazionali. Nel 2013 partecipa con Cervino Edizioni d'Arte al progetto "Arte Dubai" e ad "An Art Search" di Londra 2015. Illustratrice in campo editoriale,ha curato numerose immagini di copertina ed illustrazioni per libri e riviste, ricordiamo le illustrazioni per l'articolo di Panorama "Migrazione minorile in Egitto " e per l'articolo giornalistico in collaborazione co i fotografi Nicolino Sapio e Walter Scappini. con i quali ha realizzato nel 2014, il progetto editoriale “A vent’anni dal genocidio ruandese”, pubblicato da Cronache Internazionali. Nell'agosto 2015, l'artista partenopea è protagonista della Fashion for Art "Benetton wears Lilliana Comes", prima Start up artistica sulle eccellenze italiane con il brand Benetton su Moda, Arte e Cultura (Mostra Evento Benetton a Fiuggi Terme) a cura di Giuseppe Giulio. Nell' aprile del 2016 viene invitata a Perugia nella prestigiosa sede di Torre Strozzi Centro d'Arte con la personale "Voices in the Moonlight - Parole di Donne", in occasione della mostra alla cortese attenzione di Mario Pirovano ha avuto modo di conoscere Dario Fo. Le sue opere sono presenti in numerosi cataloghi e collezioni pubbliche e private. Attualmente i suoi testi critici sono curati dallo storico dell'arte Prof. Angelo Calabrese. Suoi post, articoli ed interviste sono diffusi su: Rai Cultura ,Donna Moderna,Cronache Internazionali, il Mattino, Repubblica, il Messaggero, Panorama, Vanity Fair, Arte.it, Adnokronos, Onu Italia, Cosmopolitan, Musei Online.

Portfolio

Illustratrice,in campo editoriale nel 2010,cura l'immagine di copertina per il libro di poesia "Vivo d'inverno la più bella primavera" di B. Fantonie e C. Marchese. Nel 2012 collabora con due immagini di copertina (Le Fate Violate e La Terra dei Fuochi)alla rivista Internazionale Didattico Scientifica " La camera blu". Nel 2013 nell'ambito dell'evento Woman at Work del Dipartimento di Teorie e Metodi delle Scienze Umane e Sociali ,compare sul manifesto con l'opera "Sibilla Cumana" ,e nel dicembre dello stesso anno le viene richiesta l'opera"Vesuvius Sum"per il manifesto dell'evento internazionale Beyond the Crisis. Nel 2014, nell'ambito di un evento "Violenza sulle donne, emergenza sociale "cura l'immagine del manifesto" le donne ferite",ed in seguito l' illustrazione di una poesia in inglese di G. Giulio ispirata alle vicende di Yolande Mugakasana per un articolo giornalistico in collaborazione con il fotografo Nicolino Sapio e Valter Scappini. Nello stesso anno cura le illustrazioni del progetto editoriale dello scrittore Giuseppe Giulio " Beauty and the Beast"( BZ BOOKS Editore) ,riscontrando notevole successo di critica e numerose interviste e recensioni.Attualmente collabora per le immagini di copertina con la casa editrice Cervino Edizioni , realizzando,fra i vari progetti per la casa editrice, l'illustrazione del "Genius Loci Salernum" per il catalogo ufficiale della Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Salerno . Ultimamente è stata invitata con le sue illustrazioni "Migrantes"su Panorama.it nell'articolo sulla "Migrazione Giovanile in Egitto"

Si chiama Lucie, e ne ha passate tante. Troppe. Lucie è una donna francese ebrea, sopravvissuta alla Shoah. E che porta un doppio marchio: un numero tatuato nel campo di concentramento e residui di vernice di minio rossa sul capo, che la sua gente le ha spalmato dopo la guerra, bollandola come “prostituta delle SS”. È una storia truce e coraggiosa quella raccontata da Gigliola Izzo nel libro “Lucie” di prossima pubblicazione, con illustrazioni di Lilliana Comes. Una scrittrice e un’artista, entrambe napoletane, unite per spiegare a parole e a disegni una delle tante ombre dei lager, quella di diverse donne ebree, belle e terrorizzate, usate dagli ufficiali nazisti come puro oggetto di piacere. Una dinamica che talvolta ha salvato la vita a più di una fanciulla, scelta come amante da questo o quell’ufficiale. Brutalizzate per sfuggire alla paura dei forni, e, dopo la guerra, bollate come donne facili e megere, isolate dalla stessa comunità ebraica. È quel che succede a Lucie, splendida ballerina di Parigi, scelta come una bambola da un colonnello tedesco. La ragazza viene ripetutamente tormentata e violentata, ricevendo in cambio la semplice l’opportunità di dormire su un letto, potersi lavare, mangiare letteralmente un tozzo di pane in più rispetto agli altri internati. Lucia sa di esser bella e, suo malgrado, gioca questa sua carta per salvarsi. In futuro, quando sarà liberata, andrà a vivere in un kibbutz in Israele, dove sarà nuovamente maltrattata, stavolta per il suo passato. Un dolore dopo l’altro, un incubo che lascia spazio ad un altro, fino all’insperato epilogo. Perché qualcuno, dopo anni, finalmente guarda Lucie per quello che è: una donna senza più lacrime, che ne ha passate tante per sopravvivere. Senza dimenticare mai che è facile giudicare da fuori le scelte di alcuni, senza considerare il baratro di orrore che le hanno forzate. (paolo de luca -repubblica )

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