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Sara Pellucchi alias Shifter, nasce a Seregno (MB) nel 1983. Nell’anno 2002 ultima gli studi scolastici conseguendo un diploma in P.A.C.L.E. Erika, e nel 2003 conosce la scuola d’arte di Cabiate (CO), che inizia a frequentare, seguendo la specializzazione del corso di arte contemporanea. Durante l’apprendimento in questa scuola nasce il desiderio di esprimere qualcosa di proprio e di più profondo; attraverso la pittura espressionista astratta e la fotografia. Il disegno e la pittura sono sempre state le sue principali passioni, iniziate dapprima con il disegno fumettistico e surreale. Nei suoi quadri vengono espressi i lati più introspettivi del proprio inconscio personale ed emotivo, nei quali viene rapportata la propria persona e i propri sentimenti in contrapposizione al mondo circostante. Forme monocromatiche e illustrazioni essenziali si muovono sinuosamente nello spazio del quadro dando vita a sensazioni, percezioni e storie. La sua pittura passa dall'astrattismo delle spirali a soggetti più figurativi, come il personaggio "Montserrat" con il cappello blu, le sagome nere dei "Salti nell'Ombra" e le figure grigie accostate ai vortici colorati nelle "Nebulose in Sinestesie Distorte" Nelle fotografie del concept “Visioni In Gradazione” viene espressa memoria e solennità, rappresentando nelle foto in bianco e nero momenti passati e ricordi, presi da vari luoghi visitati. I soggetti in queste foto sono paesaggi e particolari, che nella loro semplicità immortalano una visione, il cui ricordo e antichità vengono espressi poeticamente con le gradazioni del grigio. In tutte le foto c’è qualcosa di magico e surreale, come se fossero delle visioni.

Portfolio

Foschie di Sara Pellucchi Gilgamesh Edizioni www.gilgameshedizioni.com ISBN 978-88-6867-166-2 € 10,00 “Foschie è la storia di una nascita dall’albore primordiale del nero, scaturigine della vita anche nell’arte. E Montserrat è la creatura fantastica data alla luce dall’artista, una reificazione, come si direbbe in gergo psicanalitico, di un pensiero che si esplicita sulla tela con tutto il portato di un’infanzia che vuole tornare a giocare. Il buio amico pieno di sorprese sarà la scenografia di Montserrat per le sue bizzarre storie. Perché i sogni incantano e creano un mondo nuovo, pieno di avventure e situazioni insolite. Ma cosa ci sarà oltre il velo che separa il mondo della quotidianità e quello onirico? A chi appartiene la voce che proviene dal di fuori? Una storia originale e verosimile, un viaggio nella mente, cavalcando la fantasia e passeggiando in un nero profondo e infinito, colorato da eteree nubi fluttuanti”. In tutte le librerie, anche online e in formato ebook

Gli artisti astratti possono essere capiti solo conoscendo le loro vere sensazioni percepite. Sara Pellucchi, alias Shifter, non si sottrae a questa regola. Il disegno si evolve in un espressionismo astratto dai colori semplici ma incisivi. Tavole minimaliste cariche di pathos rimarcano i lati più introspettivi dell’inconscio emotivo dell’autrice, in contrapposizione con il mondo che la circonda. Nelle opere di Shifter si possono ritrovare echi dei maestri dell’astrattismo quali Franzk Kline e Willem de Kooning. I colori demarcano i soggetti della rappresentazione, garantendo una nitidezza e un contrasto cromatico capace di dare dei primi fondamentali sentori del significato dell’opera. Capire un’opera di Shifter non è compito facile. Tentacoli, cerchi concentrici e dardi rompono con l’astrattismo più classico, per immergerci in un surrealismo capace di analizzare il proprio io e le proprie sensazioni. Ciò che prova l’artista è lì, tra le robuste pennellate dei suoi quadri. Leonardo Marzorati

La Perfezione del Limite Nel luglio del 1978 John Szarkowski, direttore del dipartimento fotografia del M.O.M.A., presentò presso la stessa sede, la memorabile mostra fotografica “Mirrors And Windows” (specchi e finestre). Questa idea di leggere l’opera d’arte o come un riflesso di noi stessi, quale momento liberatorio di meditazione, o come un interessato sguardo indagatore, va particolarmente bene per leggere le opere di Sara Pellucchi. Nelle opere pittoriche, fatte di segni semplici, di campiture semplici, di colori semplici, di geometrie precise ma realizzate senza la forzatura degli attrezzi del disegno geometrico, questa autrice presenta a noi quell’aspetto intimo di chi ha scremato tutte le sovrastrutture e si guarda dentro attentamente. Anche quando abbandona la geometria e si addentra nelle vaghe forme informali, sempre si coglie la simbologia, che dispiega la strada dell’introspezione. Differente è il suo atteggiamento con la fotografia che non usa nel senso classico del mezzo ma è come un prolungamento del pennello con la novità di guardare attraverso una “finestra”. L’autrice cerca in questo modo conferme a quanto il suo “specchio” ha messo in luce. La semplicità dello sguardo macchina ricalca il suo atteggiamento di fronte alla tela: non c’è bisogno di stupire o recitare grandi proclami. È come se la perfezione (a cui tutti aspiriamo) risiedesse nella consapevolezza dei nostri limiti. Sara usa il segno pittorico “impreciso”, lo scatto “elementare”, per riconoscere senza esitazioni le ipocrisie dei falsi problemi e concentrarsi su poche cose chiare ed imprescindibili. È a questo punto che chi condivide queste visioni entra subito in empatia con l’autrice instaurando quella proficua condivisione agognata dall’artista. Carlo Arch. Orsi

Molti quadri rappresentano animali e insetti, creati utilizzando spirali o il colore pieno del grigio. ("Il colore Grigio è simbolo di distacco che denota un atteggiamento di autoprotezione. Il Grigio conferisce neutralità o comunque un atteggiamento di prudente attesa di fronte alle scelte. Questo colore aiuta nella propria difesa e protezione, accresce saggezza e prudenza ma al contempo rende distaccati e introversi". Testo tratto dal libro -Nero. Storia di un colore- di Michel Pastoureau). Questi soggetti sono disegnati mentre si affacciano alla loro realtà; le figure grigie prendono il colore della nebulosa da cui vengono riflessi, la quale però è diversa dal colore effettivo della loro sinestesia nel nome che hanno, e infatti cola da loro e svanisce. (La sinestesia è un fenomeno sensoriale/percettivo, che indica una "contaminazione" dei sensi nella percezione. Associare involontariamente lettere, parole e numeri a dei colori). Sara “Shifter” Pellucchi

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